a M.A.
che conosco 'da lontano'
Non essendo, ultimamente, capace di scrivere se non per 'dichiarazioni', per 'tesi', ripeto qui i limiti e la forza di questa scrittura.
Con un'accortezza e una spiegazione.
La spiegazione: cercare di focalizzare, per punti, uno sforzo di anni, non è più facile che scrivere centinaia di pagine.
Questa 'scrittura' è, in fondo, figlia di una solitudine. Innanzitutto fisica, reale.
L'accortezza: questa 'solitudine' in nessun modo condiziona, ha condizionato la radice di questi 'pensieri'.
Essa 'deve' e 'vuole' trovare forma in questa 'forma'. E 'verità'.
Pur avendo imparato a scrivere diversamente, questa 'forma' mi attiene, oggi.
Me ne dispiaccio. In fondo me ne dispiaccio. Ma questo è il mio 'luogo'.
1 - La questione gnostica focale è, oggi, cosa accada del 'resto'. Il 'resto', per gli gnostici, 'non esiste' poichè esso fa problema a chi fa problema nella tradizione occidentale. Gli gnostici non sanno pensare, in alcun modo, il 'resto'. Quello che qui, invece, si vuole mettere in questione è esattamente la natura del 'resto', come 'residuo della storia della salvezza gnostica'. Esiste una relazione intima tra 'resto' e 'storia' che sfugge alla presa gnostica. Poichè, mentre la storia non attiene alla 'presa' gnostica - e dunque ogni attacco 'storico' allo gnosticismo 'cade nel vuoto' -, la questione del 'resto' sventra il dispositivo gnostico, lo espone e lo rende aporetico meglio che tutta la tradizione filosofica. Pone, dunque, come la chiamava Pareyson, una questione metafisica.
Il 'dispositivo gnostico' è, in questa sede, scelto come luogo aporetico della tradizione filosofica occidentale: il suo 'resto' irrisolto. Tutta la filosofia, prima e dopo, prima o dopo, si confronta con la presenza di questo 'scarto'. Quello che qui si vuole mettere in questione è, tecnicamente, lo scarto che lo gnosticismo espelle da se stesso.
Si tratta, dunque, di mettere in questione una doppia 'esclusione': quella prodotta dalla filosofia faccia allo gnosticismo e quella che lo gnosticismo ha riprodotto nel suo seno, per paura di se stesso, del suo stesso statuto, faccia al 'suo' resto.
Il cuore della questione ontologica gnostica è, assolutamente, 'la questione dell'essere-due' [in tutti i sensi in cui quest'affermazione può essere declinata e coniugata].
Rispetto questa questione - che è il volto gnostico rivolto verso la 'metafisica' - in queste tesi si affronterà direttamente la questione del rapporto tra questo 'essere-due' e il suo resto. Proprio perchè questo 'rapporto senza relazione', quello fra ED (Essere-Due: da ora in poi così) e il suo resto, è precisamente il 'problema gnostico per eccellenza'.
Cioè, è il problema dello statuto della storia rispetto la sua 'origine'.
La questione di ED - che non si rifà ad alcun 'titolo'- si colloca oggi, tra sistole e diastole, come la questione metafisica per eccellenza. E, insieme, si offre come cuore dello scacco alla metafisica che lo gnosticismo continua a portare.
Entrambe queste 'posizioni', in queste tesi, verranno passate al 'setaccio' della questione del 'resto'.
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