Maggio 2007 Archives

Millepiani WebRadio: prima emissione

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per la 'prima', come si dice, si parlerà di millepiani, dei rizomi e di Deleuze, del perchè uno non sta un po' tranquillo nei casi suoi. Anche di Figaro si parlerà. E delle macchine desideranti e dell'anti-aedipus, del perchè si è scelto di passare alla struttura rizomatica, dei blogs, dei pezzi di merda che li gestiscono, della gente che se ne sta tranquilla all'estero, mentre in Italia si lavora per il ritorno dello stato pontificio,

Non si parlerà, invece, di teologia politica, di Taubes, e nemmeno di Herder. Non si parlerà di Schmitt e della democrazia. E manco di Agamben.

Il tutto con interventi di Silja e di Gianfranco.(interventi per iscritto o in voce...fidanzate e fidanzati compresi). Come si dice: almeno per ora: " Siete tutti invitati: vi possiamo fare parlare in diretta....".

NOTE TECNICHE
per chi ha installato winamp, lo consiglio assolutamente a tutti/e, l'unica cosa da fare è cliccare su questo indirizzo

http://millepiani.dnsalias.net:8000/listen.pls

per chi non vuole installarlo o non l'ha ancora, consiglio di aprire windows media player e alla voce file/url, copiare questo indirizzo:

http://millepiani.dnsalias.net:8000

in ogni caso, visitando la pagina

http://www.millepiani.net/playing.html

è possibile ascoltare l'emissione dal piccolo real-player che sta in pagina, cliccando semplicemente su play.

Per chi volesse ascoltarla in differita, ecco la regisrazione

Sarkozy e l'Italia

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Il risultato elettorale delle presidenziali francesi porta cinque elementi chiarificatori per lo scenario politico italiano:

1- La destra populista non è più un'anomalia italiana ma un elemento ripetibile nelle politiche delle grandi nazioni europee;
2- È il centro che deve scegliere con chi allearsi, e non la sinistra. Dove la sinistra rincorre un centro spaccato tra l'area politica di destra e quella dei suoi oppositori, o tra l'indirizzo dei suoi leaders e la tendenza dei suoi elettori, essa acuisce la sua debolezza di fronte alle politiche populiste;
3- In questo senso, l'idea di un partito democratico è destinata all'implosione e alla perdita progressiva di consenso: all'intero del bipolarismo - come quello insito nel sistema elettorale presidenziale a doppio turno francese - l'elettorato di centro sceglie, in questa fase, candidati chiaramente schierati e che possono rivendicare una coerenza e una chiarezza di percorso politico che mancano alla classe politica del futuro partito democratico;
4- Si apre una fase in cui le politiche nazionali si rinserrano, si chiudono nella sfera istituzionalizzata della rappresentanza, rifiutando il confronto con la società in tumultuosa trasformazione e densa di disagio sociale. Si protrebbe dire: a muso duro di fronte la società. È una separazione che si accentuerà progressivamente e chiaramente evidente in alcune scelte politiche tutte italiane degli esponenti del futuro PD;
5- la crisi del PSF - alla terza sconfitta presidenziale consecutiva - mette in crisi il modello di un socialismo all'acqua di rose, senza propulsione realmente riformatrice, che segue, per non dire insegue, le politiche centriste. Questa crisi dovrebbe far riflettere molto.

Lo spazio che si apre, in Italia innanzitutto, per colmare questo distanza tra politica e dinamica di trasformazione sociale dovrebbe essere occupato da un gesto politico 'federale' tra i soggetti dell'area della sinistra. Senza che questo gesto resti una pura tautologia dei gruppi dirigenti. Sul come colmarlo, sarebbe salutare una vera e propria resa dei conti politico-culturale tra questi soggetti, e tra i loro gruppi dirigenti e il loro elettorato.

Dossier Gramsci: a 70 anni dalla morte

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Sul rizoma di Millepiani 2.0, trovate una raccolta degli articoli pubblicati per il settantesimo anniversario della morte di Gramsci. I links fanno in ogni caso quasi tutti riferimento alle pagine della sezione filosofica di Millepiani.