ll senatore del PRC Turigliatto, è stato 'allontanato' dal partito.
Come si è fatto per centinaia di anni con i 'lebbrosi', si allontanano gli estranei, non li si esclude, apertis verbis, dal luogo dove si è.
Li si 'allontana', li si 'estranea', solo perchè si sa che interrogano il luogo dove si è; perchè chiamare le cose per nome, chiamare l'espulsione con il nome che ha, significa assumersi la responsabilità di dirsi altri, mentre allontanare significa mantenere vivo quel limbo dove da molti anni tutta la politica bertinottiana si è sviluppata.
Quel luogo dove tutta la sinistra moderata ha creduto di potersi 'nominare', senza dirsi, senza dirsi per l'innovazione, legittima o meno, che l'accompagna.
Compagni, dite che siete diversi da come eravate, ditevi diversi, finalmente.
Ditevi veri, finalmente, non abbiate paura di dirlo.Ne guadagneremo noi e voi, che non avete coraggio e forza per nominarvi altri, mentre lo siete, per dirvi oltre, perchè così vi siete costruiti così. Per separarci, così noi e voi potremo fare meglio e più di come riusciamo a fare 'insieme' senza esserlo, estranei senza nominarci diversi, 'lebbrosi' uno per l'altro, senza paura e senza conseguenze.
Perchè, è Foucault che ce lo insegna, lo statuto della normalità non si fonda sull'espulsione e l'oblio di chi è diverso, ma si fonda, precisamente, sul mantenere questo statuto come estraneo senza espellerlo. Espellerlo da ciò che si è.
La ragione ha bisogno, sempre, di guardarsi allo specchio senza riconoscersi, e senza rompere lo specchio.
Un gruppo dirigente di ipocriti, che non ha il coraggio di chiamare l'espulsione con il suo nome, con l'assenso silenzioso dei suoi iscritti, compie questa operazione, all'interno di un partito che ha il coraggio, ancora, di chiamarsi 'rifondazione' comunista.
Non solo noi lo mandiamo a memoria e ce ne ricorderemo, ma terremo a mente tutti quelli che, pur avendo letto Foucault, si sono addormentati nella loro domenica dell'intelligenza, balbettando le solite formule, le solite banalità della settimana santa di una politica senza memoria.
Espelleteci tutti dal vostro orizzonte, se riuscite a farlo.

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