Marzo 2007 Archives

Da oggi, la homepage di millepiani.net accoglie la nuova struttura a rizomi (o voci, o nodi) di cui si è discusso da due mesi a questa parte.
Il blog, inteso in senso classico, continuerà a vivere e a poter essere letto e utilizzato per pubblicare interventi, a questo indirizzo www.millepiani.net/millepiani1.0/.

L'archivio di tutti gli interventi manterà lo stesso indirizzo. Questo significa che tutti i links, tutte le ricerche via google o altro motore di ricerca, continueranno a 'puntare' alle stesse pagine, senza necessità di modificare alcunchè.
Parte di questo archivio verrà progressivamente spostato all'interno della struttura di Millepiani 2.0. Questo, in parte, con l'ausilio degli autori.

Non esistono luoghi estranei alla storia o al tempo dove nascono. Millepiani è nato nel marzo del 2003, in coincidenza con l'invasione statunitense dell'Iraq. Tra il marzo del 2003 e il marzo del 2007 sono passati 4 anni.
È nato sulla piattaforma blog 'splinder' per poi spostarsi su un dominio autonomo. Quello dove si trova ancora oggi.
Tecnicamente, mi sono assunto tutti gli oneri - anche economici, quelli tecnici soprattutto - che implica gestire un 'luogo comune'.
In qualche maniera, millepiani.net si è configurato come un luogo dove un manipolo di persone riuscissero a leggersi. Con grandi difficoltà, assenze, presenze, millepiani.net non ha mai voluto inserirsi all'interno del circuito dei blogs 'letti', ma ha scelto di servire una comunità. Definita.

Il tempo della creatura: riconoscere

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a Gianfranco

"Se impossibile è il divenire della creatura, l’espressione condivisa del suo presente non nasconde questo “impossibile”, ma lo riconosce, appunto, a partire da quel “possibile” che è."

La creatura vive grazie ad una ritrazione di 'dio'.
È, oggi, tecnicamente impossibile pensare un'altra idea di creazione.
'Dio' vive nella sua ritrazione. È per questo che le autorità cattoliche hanno ancora paura dello gnosticismo.

Uno splendido articolo tratto da Repubblica di oggi.

Così i servizi di Praga spiavano Milan Kundera
dal nostro inviato GIAMPAOLO VISETTI

PRAGA - "Il soggetto si è allacciato una scarpa. Sinistra". Primo giugno 1974: una giornata di Milan Kundera. Autori: gli agenti segreti dell'Stb, i servizi speciali cecoslovacchi, pateticamente travestiti da compagni bulgari in gita a Praga. Foto rubate e strafalcioni grammaticali, tredici errori in sette righe di rapporto.
Dettagli grotteschi, se non rivelassero l'oppressivo volto paranoico del regime comunista. "Non possiamo dire se il soggetto si trovava all'interno del palazzo perché quando siamo riusciti a parcheggiare lui era già uscito". L'ottusità come arma del terrore. "Siccome il soggetto ha una macchina piccola, sorpassa il camion della spazzatura. Invece la grande Volga grigia degli organi, si incastra". Un mondo diviso tra "soggetto" e "organi", persone "a capo scoperto" e uomini "con il cappello": da una parte i cittadini, dall'altra le spie.

Caro Emì,

non ti contesto naturalmente il diritto di modificare a tuo piacimento e nelle forme che tu ritieni più opportune il “luogo” di scrittura che tu ti sei dato in questi anni e che hai pensato di condividere con alcuni dei tuoi amici. Dico semplicemente che, modificando come hai detto e nelle forme che hai pensato, il progetto di metamorfosi di “Millepiani.net”, tu vieni meno allo statuto di una “politica” e, insieme, di una forma di “scrittura”, dichiarato da te sin dall’inizio e a cui hai lavorato così intensamente. Ripeto, non te lo contesto. Ma allora chiamiamo le cose per nome: se Mario ti ha sempre chiamato “padre” di Millepiani è perché ha forse sempre ritenuto cruciale, e decisiva, la tua “sovranità” sul luogo politico creato. Al contrario, io ho sempre pensato che, chiunque decidesse di parteciparvi – non importa “come” –, il “campo” fosse comunque stato sgombrato, per intelligenza tua, e una volta per tutte, da ogni “testa” sovrana. È questo che io, dell’orizzonte teorico, delle possibilità di scritture di Millepiani, ho sempre condiviso. A mio modo, per come ho voluto, potuto, e saputo fare. “Bene o male” sono categorie che in questo spazio, a mio avviso, avrebbero dovuto trovare solo un posto relativo.
Ma tant’è, libero tu di ritornare sui tuoi passi e di trasformare, con un mix di “decisione” e “tecnica”, quel campo acefalizzato in un altro luogo sul quale tu solo abbia diritto di decisione.
Liberi noi, però di contestarti, e radicalmente, se non questo passo, l’intera diagnosi su cui esso si poggia.

Kabul, in pista Gino Strada

Titolo di Repubblica, pag. 3

Passaggi: da Millepiani a Millepiani 2.0

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Due mesi fa avevo provato a pensare questo passaggio in comune.
Non ho ricevuto assolutamente nessun tipo di contributo.
Se non quello della richiesta di postare le proprie parole, indipendentemente da.

Non c'è stato nessuno/a che abbia scritto una sola sillaba per dire, pensare, parlare su questo passaggio. Intervenire.

Da quattro anni vivo anche in questo luogo. Non mi sorprende più il silenzio: non sorprenderà, altrettanto, una scelta forte.
Mentre prima avevo parlato di una transizione, adesso parlo di una cesura.

Da lunedì prossimo, non ci sarà per nulla una transizione condivisa, ma solo un passaggio brusco. Da A a Zeta.
Le voci le scriverò io -, chi ha scritto sino ad oggi su millepiani, non potrà più scrivere automaticamente.
Tanto per dire, anche se non serve a nulla.

Millepiani 2.0-.

a T.

"La stagione del tuo amore non è più la primavera
ma nei giorni del tuo autunno hai la dolcezza della sera.
Se un mattino fra i capelli troverai un po' di neve
nel giardino del tuo amore verrò a raccogliere il bucaneve.
Passa il tempo sopra il tempo ma non devi aver paura
sembra correre come il vento però il tempo non ha premura.
Piangi e ridi come allora ridi e piangi e ridi ancora
ogni gioia ogni dolore puoi riprovarli nella luce di un'ora.
Passa il tempo sopra il tempo ma non devi aver paura
sembra correre come il vento però il tempo non ha premura.
Piangi e ridi come allora ridi e piangi e ridi ancora
ogni gioia ogni dolore puoi riprovarli nella luce di un'ora..."

Fabrizio De Andrè

Tele Kabul

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Afghanistan, c'è il canale
per liberare Mastrogiacomo

Repubblica.it

Play it again, Bin

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Kamikaze si fa esplodere a Casablanca
Colpito un Internet cafè, tre feriti

Repubblica.it

Ritorno di fiamma

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Ustioni di secondo grado al volto e ricovero in ospedale per il senatore di AN Alfredo Mantovano. [...] Una fiammata provocata da una pietanza flambè ha dato fuoco alla sciarpa di una signora investendo in pieno Mantovano.

Repubblica, pag. 7

Ne avevo scritto già qualche settimana fa. E ieri.

dal 'Corriere' di oggi

«L'autopsia del medico legale Giuseppe Ragazzi, consulente di parte della Procura della Repubblica, afferma che la morte dell'ispettore Raciti è avvenuta per un colpo subito "anche parecchi minuti" prima del decesso, avvenuto alle 22.10, e quindi incompatibile con lo scontro avvenuto alle 19:08 al Massimino». Lo affermano i legali dello studio Lipera che assistono il diciassettenne indagato in un'integrazione alla loro richiesta di scarcerazione presentata al Gip del Tribunale per i minorenni di Catania, Alessandra Chierego.

Jean Baudrillard - pensare: nique ta mère

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Già postato, ripropongo, da rileggere, una della cose più serie e rigorose sulla Francia di oggi.

Ormai è tardi, per tutto, anche per pentirsi. [qui la versione originale in francese].

"Occorreva che bruciassero, in una sola notte, 1500 vetture, poi, in ordine decrescente, 900, 500, 200, fino ad avvicinarsi alla "normalità" quotidiana, affinché ci si rendesse conto del fatto che ogni notte in media novanta vetture vengono bruciate nella nostra dolce Francia. Una sorta di fiamma perpetua, come quella dell'Arco di Trionfo, che brucia in omaggio al Migrante Ignoto. Oggigiorno finalmente riconosciuto, al tempo di una revisione lacerante, ma in trompe-l'oeil."

Poichè il termine 'testimonianza' non mi piace, e nemmeno quello di 'giornalista' - quale sono - perchè mi ricorda come i 'giornalisti e le giornaliste' non sanno fare il loro mestiere, posto uno 'sputo', bello e buono, che non ho scritto io.
Buona rimozione.

"Come tenere puliti otto plessi scolastici (più di mille alunni e numerose attività pomeridiane, mensa, ecc.), durante tutto l'arco dell'anno, con un quantitativo di prodotti appena sufficienti per la pulizia di un appartamento di 120 mq abitato da quattro persone, per lo stesso arco di tempo?

Venite a lezione di "Economia Scolastica".

da 'Liberazione' di ieri.

"Qualche anno addietro, in vista di un convegno internazionale, si parlò della possibilità di invitare Jean Baudrillard. Tra le difficoltà di realizzare questo invito, il suo amico Derrick de Kerckhove annoverò un fatto del tutto biografico che però a suo modo getta luce su una riflessione ricca e possente come quello del filosofo francese: Baudrillard aveva paura di volare. La biografia non dovrebbe entrare nella valutazione di un lascito filosofico, ma certamente il contributo più importante che dobbiamo a Baudrillard riguarda un pensiero del nostro mondo, della nostra epoca imperniato sulla decisività della tecnica. Quella paura personalissima nei confronti dell'aereo, un mezzo di traslazione che ha compresso lo spazio nel quale agiamo, manifesta una venatura peculiare della sua impostazione della questione della tecnica.

Jean Baudrillard (1929-2007)

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È molto qualche giorno fa. Un articolo di Mario Perniola dal manifesto. [un saluto alla 'belgisa']

A ripercorrere l’opera di Jean Baudrillard, all’indomani della sua morte, appare subito evidente come essa si divida in due periodi, il primo dei quali è segnato da una insistita riflessione sulle categorie dello scambio simbolico, dell’iperrealismo e del simulacro, estendendosi fino ai primi anni Ottanta, mentre con il volume Le strategie fatali (1983) una nuova fase si apre, più paradossale e più suscettibile dei molti fraintendimenti in cui è talvolta incorsa.

circola che...(2)

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Ne avevo scritto già qualche settimana fa. A quanto pare comincia a circolare anche in ambiente 'ufficiale'...

Da 'L'Espresso' di questa settimana.

"[...] Ore 20,30: la partita è finita, ma gli ultras proseguono la guerriglia fuori dello stadio. A un'ora e 20 da quell'unica carica Raciti continua a difendere l'ordine pubblico. "Ci lanciavano estintori", ricorda Carmelo P., collega di Raciti, "pietre, pezzi di ceramica e lavabi contro i nostri mezzi. Abbiamo preso un Discovery per cercare di allontanarli, ma ci hanno assalito, sfondando la carrozzeria della vettura, i vetri. È persino scoppiata una ruota". Sessantadue tra poliziotti e carabinieri refertati all'ospedale Garibaldi, contro 25 tifosi testimoniano una violenza a senso unico. Persino il capo del reparto mobile, Pietro Gambuzza, alle cinque del mattino si accorge di avere il piede destro fratturato. "Eravamo riusciti a fermare uno degli aggressori, io non volevo andare via", ricostruisce l'agente, "ma Raciti mi ha detto di portare il fermato nel camper dove li raccoglievamo e sono andato. Da lontano ho poi visto del fumo sotto la vettura e quando sono tornato sul posto Filippo era già in barella svenuto". Raciti è nel Discovery, qualcuno getta una bomba carta dentro l'auto.

Frittelle di neonata

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Due mesi fa la legge del Pirellone. I dirigenti sanitari: non sappiamo come procedere. Intanto si stanno riempiendo le celle frigorifere.
Sepoltura dei feti, caos negli ospedali a Milano

Repubblica, pag. 15

C'è una certa urgenza, un luogo dove si tocca, a volte, una certa presenza senza postura.
Un luogo dove si può scrivere in prima persona, rifiutando, per principio e per dedica, la terza persona.

La dedica rifiuta la terza persona, per principio e statuto.
Non so scrivere, non ho mai scritto, senza dedicare. In una certa maniera, ho sempre rifiutato la terza persona: mi disgusta.
È questo il mio limite, la mia forza.

"Primo, la perfezione tecnica come qualcosa di naturale. Secondo, un intuito nello sviluppo del suono del pianoforte, come era stato completato dai compositori-pianisti della fine del XIX e degli inizi del XX secolo, compositori che riuscirono ad interpretare il pianoforte sia come una voce umana ... e come un'orchestra con la quale può produrre una varietà di colori. Terzo, la necessità di imparare ad utilizzare ciascun aspetto degli strumenti moderni, che sono più ricchi nel suono. Quarto, l'importanza della differenziazione."

Ivo Pogorelic, a proposito delle cose più importanti che Aliza Kezeradze gli ha insegnato.

[ho scoperto che esistono anche le registrazioni pirata in musica classica. Esco da un ascolto clamoroso di Pogorelic a Piacenza, nel 2005: "Venerdì 1 aprile la città di Piacenza ospita l’artista croato Ivo Pogorelich, genio pianistico degli ultimi anni, che si esibirà al Teatro Municipale in un recital dedicato a Chopin, Skriabin, Rachmaninov.",
Lo giuro, l'ho pensato, ho pensato che ascoltavo una bufala del Primo Aprile. Ma non solo il programma coincide - non è nulla per chi ascolta 'classica'- erano le profondità ai tasti nel IV movimento che mi facevano del tutto convinto che, davvero, si trattava di lui.].

Non me ne sono ancora ripreso.

Intervento del portavoce, Binetti aveva detto di averlo indossato
Cilicio, l'Opus Dei si dissocia
"Noi ne sconsigliamo l'uso"

Repubblica, pag. 10

Negli archivi di famiglia viene conservata una fotografia di Piazzale Loreto.
È una fotografia, in presa diretta, che viene dalla 'collezione' di mio nonno Emilio.
Ci sono 'due corpi' che pendono da due corde, in secondo piano, quasi fossero lo sfondo della fotografia. Due corpi a testa in giù.
Ed un 'militare' con un moschetto in spalla. In primo piano.
Un 'militare', un qualcuno vestito da militare con un moschetto in mano che aveva meno dell'età che ho io mentre scrivo queste righe, ha i capelli neri tirati indietro, le sopracciglia nere rotonde, delle labbra regolari, una fronte alta, e guarda solo la camera, senza nessun gesto di piacere o soddisfazione. È un giovane, molto giovane, snello, con i baffi sottili, che guarda la macchina fotografica e nulla più; come potesse essere in qualunque posto altrove, mentre invece è lì, che 'fa la guardia' a due morti, come se si riuscisse a freddare, d'improvviso, il tempo, ad assassinarlo, a fermarlo, ad immobilizzarlo in un immagine: un giovane italiano, con il moschetto, che fa la guardia al corpo di 'due morti'. E guarda l'obiettivo della 'camera'.
Che guarda la 'camera'?

Buchi di bilancio

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Intanto, negli USA, anche la diocesi di San Diego, come già altre quattro prima di lei, ha dovuto dichiarare bancarotta per evitare di pagare i risarcimenti alle vittime dei preti pedofili. Le richieste ammontavano a circa duecento milioni di dollari.

Repubblica.it

Memorie familiari -3

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Quando mio padre mi ha portato le fotocopie della tesi di suo zio, di Luigi 'Gino' Raimondi, oltre al suo libretto universitario e alla sua pagella del 'Maurolico', e che avevo in mano prima di andare a chiedere all'unica, diretta 'sopravvissuta' di quel tempo, quando mio padre mi ha portato la sua tesi, io ho capito perchè, come mi aveva detto mio nonno, gli operai avevano portato a spalla, festeggiandolo, suo fratello. Lungamente mio nonno mi aveva parlato di suo fratello.
Fino a quando lui non morì senza che nessuno abbia avuto la forza di dirmi che era morto chi portava il mio nome, seppelendolo senza la mia presenza, mio nonno non solo mi aveva parlato di suo fratello, nel silenzio più assurdo che c'è fra un nonno e suo nipote, ma, di più, mi aveva sempre chiesto, alla sua maniera, di me e della politica. Senza dire mai nulla o giudicare.
Era come se avesse accesso ad un'altra dimensione dal presente, come se il presente lui riuscisse a leggere a partire da un luogo assolutamente inespugnabile.
Quando mio padre mi ha portato le fotocopie di una vita finita, e di cui sapevo, la prima voglia, o forza, che ho avuto è stata quella di renderla comune con l'unica sopravvissuta.

***

Bisognerebbe interrogare i sopravvissuti con più 'gentilezza' di quella che posso avere io.
Solo che a me avevano già detto.

***

La Chiesa Cattolica e il Nazismo

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"In vista della soluzione della Questione Romana, la Santa Sede acconsenti' in Italia allo scioglimento del Partito Popolare Italiano, dispose l'esilio di Don Luigi Sturzo, e approvo' la soppressione del regime delle liberta', ritenendo fosse sommamente utile poter incassare lo scioglimento della Massoneria. Nella Germania Nazista, la Santa Sede per poter concludere, dopo quelli con numerosi Laender, un concordato generale con il Governo del Reich, ordino' ai cattolici attraverso i vescovi tedeschi e per istruzioni trasmesse dal Nunzio Apostolico a Berlino Mons. Eugenio Pacelli, di sciogliere il glorioso partito del Centro Cattolici che pur aveva difeso la liberta' e la stessa Chiesa contro il Kulturkampf , esiliando a Roma il suo presidente Mons. Haas. E durante la Seconda Guerra Mondiale, per timore che aperte denunzie potessero causare persecuzioni alla Chiesa Cattolica, la Santa Sede e la maggioranza dei vescovi tedeschi, luminose eccezioni i grandi vescovi Von Galen, oggi proclamato Beato, e Von Preysing, tacquero' sulla persecuzione in atto contro ebrei, rom e disabili, nonostante lo straziante appello al Papa di Suor Teresa Benedetta della Croce, ebrea della Slesia, monaca di clausura, al secolo Edith Stein, poi uccisa ad Auschwietz-Birken dagli aguzzini nazisti e poi, perche' Dio e' grande e non paga il sabato! infine proclamata Santa da Papa Giovanni Paolo II, la cui vocazione si deve forse alla morte di un suo amico sacerdote e parroco, fucilato dalla SS germaniche o francesi o olandesi, non so bene, perche' scoperto a dare rifugio a ebrei nella sua canonica. E il Papa la proclamo' Santa chiamandola con frasi da brivido: 'Santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, ebrea, cristiana, tedesca, filosofa, monaca carmelitana, martire e santa!'".

Guillaume de Machaut, Giovanni da Palestrina, Orlando di Lasso, William Byrd e Claudio Monteverdi rappresentano i cinque tornanti decisivi nella costituzione della musica moderna, intendendo per 'musica moderna' il sistema armonico che governa il nostro ascolto. Detto banalmente, senza questi cinque autori, l'ascolto che noi abbiamo di TUTTA la musica oggi udibile, fuori e precedente il sistema prima atonale (o pan-tonale) e poi dodecafonico, sarebbe impensabile. Qualsiasi canzone oggi ascoltabile al Festival di Sanremo è valutabile, nei suoi fondamentali, attraverso le innovazioni che questi cinque autori hanno prodotto nella storia della musica.

Dieci anni dopo: l'incendio della Fenice

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da ’Repubblica’ di oggi.

VENEZIA - Preso a Cancun in Messico Enrico Carella, che fu condannato in appello a sette anni di reclusione per l’incendio doloso del teatro della Fenice a Venezia. La pena era stata confermata in Cassazione, ma l’elettricista era riuscito a scappare. Carella è stato rintacciato grazie alle indagini della Digos di Venezia e dell’Interpol di Roma. Secondo l’accusa, sarebbe lui l’esecutore materiale dell’incendio: era titolare, assieme a Massimiliano Marchetti (condannato a sei anni), di una piccola ditta. Voleva evitare il pagamento di una penale per un ritardo nei lavori, ma finì per distruggere uno dei simboli della città. Carella fu incastrato da alcune frasi compromettenti dette a parenti e fidanzata e intercettate dagli inquirenti.

ll senatore del PRC Turigliatto, è stato 'allontanato' dal partito.

Come si è fatto per centinaia di anni con i 'lebbrosi', si allontanano gli estranei, non li si esclude, apertis verbis, dal luogo dove si è.
Li si 'allontana', li si 'estranea', solo perchè si sa che interrogano il luogo dove si è; perchè chiamare le cose per nome, chiamare l'espulsione con il nome che ha, significa assumersi la responsabilità di dirsi altri, mentre allontanare significa mantenere vivo quel limbo dove da molti anni tutta la politica bertinottiana si è sviluppata.
Quel luogo dove tutta la sinistra moderata ha creduto di potersi 'nominare', senza dirsi, senza dirsi per l'innovazione, legittima o meno, che l'accompagna.
Compagni, dite che siete diversi da come eravate, ditevi diversi, finalmente.
Ditevi veri, finalmente, non abbiate paura di dirlo.Ne guadagneremo noi e voi, che non avete coraggio e forza per nominarvi altri, mentre lo siete, per dirvi oltre, perchè così vi siete costruiti così. Per separarci, così noi e voi potremo fare meglio e più di come riusciamo a fare 'insieme' senza esserlo, estranei senza nominarci diversi, 'lebbrosi' uno per l'altro, senza paura e senza conseguenze.

14:05 Turigliatto allontanato dal partito
Franco Turigliatto è stato allontanato da Rifondazione comunista. Il senatore dissenziente, ritenuto tra i responsabili della crisi del governo Prodi, è stato allontanato per decisione del Collegio nazionale di garanzia del Prc con 14 voti a favore e 6 contrari, su 25 componenti il collegio con una maggioranza richesta di almeno 13 voti favorevoli.

14:37 Turigliatto "dispiaciuto" per l'allontanamento
"Mi hanno appena comunicato che il collegio di garanzia mi ha 'allontanato' dal partito". Decisione della quale sono "dispiaciuto" ha detto il senatore Franco Turigliatto. Il collegio Nazionale di garanzia ha votato con 14 voti favorevoli e 6 contrari. Nello statuto del partito non si parla di espulsione ma di "allontanamento" che nel caso del 'dissidente' sarà di due anni, il massimo previsto. Mi hanno espluso - dice Turigliatto appena saputa la notizia - ma non so neanche se tra due anni ci sarà ancora Rifondazione"

14:41 Cannavò si autosospende da Prc
Dopo l'allontanamento del senatore dissenziente Franco Turigliatto, Salvatore Cannavò, leader di Sinistra critica, la componente trotzkista di Rifondazione comunista, annuncia la propria autosospensione dal partito.