Senza se e senza ma: Turigliatto e il PRC

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Alle Compagne e ai Compagni che hanno condiviso con gioia, e rabbia, ma in ogni caso con passione durevole la comunità politica denominata Partito della Rifondazione Comunista negli ultimi quindici anni.

Ritengo che la vicenda 'Turigliatto' rappresenti per noi una gravissima crisi e non qualcosa che si possa aggiustare censurando, espellendo o decapitando Turigliatto.
Mi rendo conto che è bene in questo dibattito entrare mostrando le carte. Ritengo che Turigliatto e Rossi abbiano fatto malissimo a votare no, e che la destra italiana rappresenta sempre il MALE ASSOLUTO.

Esplicitata la mia premessa, affinchè mi si risponda sul nocciolo delle questioni e non si pesti l'acqua nel mortaio con 'i nostri elettori incazzati che ci mandano fax', vi domando: dal 2001 al 2004 cosa significava per voi “No alla guerra senza se o senza ma?” Voi, voi che siete stati a Genova e a Firenze.(io non ci sono stato ma sono stato a Sigonella con ventimila persone...), nel 2001 e in quelle strade, se vi chiedevano se avreste votato per una mozione che conferma la presenza militare dell'Italia in afganistan e nei fatti la rende disponibile all'operazione di primavera annunciata da Bush, cosa avreste risposto?
Dite la verità, per favore. Non abbiamo più tante certezze rispetto a trentanni fa, ma c'è rimasto l'obbligo di dire la verità.
Turigliatto non lo condivido, non posso condividerlo, ma Turigliatto ha detto la verità a se stesso e a noi tutti. Lui ha condiviso Genova, ha condiviso il 'no alla guerra senza se e senza ma' in tutta la radicalità di questa posizione, e coerentemente con se stesso ha fatto quello che ha ritenuto giusto fare.
Ed ha pensato che fosse giusto anche perchè il nostro partito con l'ultimo congresso si era proclamato partito plurale.
Il problema allora non è Turigliatto. Il problema è che 'il no alla guerra senza se e senza ma' non è più nell'identità del nostro partito. No alla guerra senza se e senza ma, presupponeva un partito diverso, e con quell'idea di partito abbiamo fatto politica in questi anni.
E Gennaro Migliore , che avrebbe votato sì, ed avrebbe fatto bene, ma che sento molto lontano da me, in quanto esponente modesto di ceto politico, pensava veramente a un partito diverso
Ricordate cari compagni che Migliore ci rassicurò sul fatto che anche se non ponevamo paletti sulla guerra, comunque eravamo nel dna contro la guerra, e che mai avremmo votato alcuna guerra?
Lo scorso congresso ha partorito un topolino metafisico. Solo il Movimento ci salverà...
Ma questo governo sulla Tav, sui rigassificatori, sull'afganistan... prima dei 12 punti aveva già proclamato la sua 'impermeabilità' ai movimenti
Siamo in trappola, una di quelle trappole che strappa le carni, e ci lascia morire dissanguati.
Non ci salverà la testa di Turigliatto.

Tonino Cafeo, [nostro compagno da infinito tempo, non può rispondere solo ricordando le cose] che possiamo fare con questo governo e cosa patiremmo con Berlusconi. Lo so, e se fossi stato Turigliatto avrei votato sì. Caro Tonino, Emilio non ha espresso una bizzarra simpatia per Turigliatto. Emilio ha mostrato il baratro dove stiamo camminando. Anche io lo vedo. Cerca di vederlo pure tu prima di caderci dentro.

p.s..: Potevi evitare di citare Ingrao a proposito di dissenso... lo sappiamo cosa fece lui con i dissidenti del Manifesto.

Carmelo Picciotto

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