Dicembre 2006 Archives

Finistere

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ricevo e pubblico
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Finistere - CSI

Annus Horribili
in decade malefica
Decade malefica in stolto secolo
SecoloSecolo osceno e pavido
Grondante sangue e vacuo di promesse

Annus Horribilis
Annus Horribilis
Annus Horribilis in decade malefica
S'attardano ombre
Le parole confondono
Si separano sponde
Coltivano incendi
Cure imposte e subite
Da sembianze smarrite
Sotto sguardi accecati
Tra pochezze infinite

Ecco le novità
Ecco le novità
Ecco le novità

Il cielo è uno scudo labile e tenue
Ammalia il vuoto e nulla seduce
Avanza il lato oscuro, s'alza s'innalza abbaglia
Mi ruba gli occhi ed ero cieco già
Mi ruba gli occhi ed ero cieco già
Lo so lo so lo so
Mi ruba gli occhi

Annus Horribilis in decade malefica
Decade malefica in stolto secolo
Secolo
Secolo osceno e pavido
Grondante sangue e vacuo di promesse
Conosco le parole
Dette scritte scandite
Tenerezze stupite
E tensioni impazzite
Tendono al grande bang
Tendono al grande bang
E tutto tende al grande BANG

La morte di un tiranno qualunque.

il Siddharta rampante

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Bahadur Bomjon, 16 anni, è ritenuto una reincarnazione del Siddharta Goutama
era seduto su un albero nello stesso distretto in cui era stato visto a marzo
Nepal, ritrovato vivo il 'Piccolo Budda'
era scomparso nel nulla nove mesi fa

Repubblica.it

Cocaressia

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Ingoia un chilo di cocaina
arrestata fotomodella a Catania

Repubblica.it

Circolare interna

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L'appello di Benedetto XVI
"Rispettiamo i bambini"
Durante la messa di mezzanotte a San Pietro il Papa invita a "rispettare la dignità dei più piccoli".

Repubblica.it - Ieri

P.G.W.

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Silenzio.

E, poi, parola pubblica.

black out

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E' morto Piergiorgio Welby

Televideo

Tom Tom navigator

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Non fu una cometa a guidare i Re Magi

Titolo di Repubblica, pag. 37

Dottoresse islamiche rifiutano cure a ragazzo
In Turchia il caso è arrivato in Parlamento. Le operatrici sanitarie non hanno voluto fare un test a un giovane malato di orchite. Al paziente è stato poi amputato un testicolo. L'opposizione: "Colpa del governo Erdogan"

Repubblica.it

Caro Fassino,

con questa mia, per quanto ciò possa valere, ti informo che non rinnoverò la tessera ai Democratici di Sinistra.

E’ una decisione sofferta, assunta dopo 25 anni ininterrotti di iscrizione al più grande partito della sinistra italiana.

Le tue dichiarazioni sulle adozioni alle persone omosessuali, sono l’ultima offesa, di una lunga serie di atti formali, che non mi permettono più di essere iscritto ad un partito, che individua nel nostro vissuto un tema da cui rifuggire, mentre tutti i giorni le gerarchie cattoliche, i teo dem, la destra non perdono occasioni per alimentare un clima di odio e discriminazione, che è pagato direttamente, anche attraverso violenze fisiche e verbali, da milioni di cittadini e cittadine gay e lesbiche.

Basel -3-: mancarsi, ritrovarsi

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alla mia città svizzera

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Non so se mi mancherai, anche se mia hai mancato sempre. Ci siamo certo tenuti a distanza. E per una certa, reciproca diffidenza degli amori 'costruiti a tavolino', quelli semplici e perfetti, che tanto sembrano immediati e naturali da nascondere, in fondo, tutte le cose che non si dicono nemmeno a se stessi. Ci siamo detti tutto, e da subito, ed eravamo altro. Non che non mi amassi - ma ne ho vissuti di più forti ed intensi amori di città. Non che non mi amassi, offrendomi quel profilo borghese, quasi di provincia e silenzioso, discreto e senza sfarzo, ma esposta all'Europa; e quell'aperto che, forse, mai, nemmeno la città capitale dell'Europa - ma di quale? - e dei 'parlamenti', mi aveva dato ed avevo conosciuto.

L'Europa contro la Germania
è guerra agli spazzacamini
La UE vuole liberalizzare il mestiere riservato solo ai tedeschi

Repubblica, pag. 29

Il corpo della democrazia

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Basel -2-; Nietzsche e Basel

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alla mia città svizzera

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Nietzsche odiava Basel. Con tutte le sue forze.
A Basel, Nietzsche ha maturato ed espresso la sua vocazione filosofica. Il tempo non rende giustizia dell'odio che si può provare verso una città.
L'odio verso una città è l'odio verso la propria vita. L'odio verso la vita che si vive in quella città.
Non c'è una differenza possibile. Si odia una certa città perchè si odia una certa maniera di vivere, si odia la maniera di vivere che quella città ti ha permesso.
Si odia una città perchè si odia - sino in fondo - la propria vita.

Basel -1-

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alla mia città svizzera

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non per stanchezza o silenzio
attraversavo i tuoi ponti, nè per vivere
o tu, per testimone, ti sei sporta o smetterla

mentre mi facevi tuo
avevamo deciso che era patta

io non ho smesso nè smetterò - da te -
di farmi dire come sono o quasi smesso
dalla barca sul nostro Reno

Respiratore WI-FI

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La Procura su Welby
"Può staccare la spina"

Repubblica.it

Presidente, presidente Allende

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Noi non abbiamo niente a che fare con il Cile.
La mia generazione, e la mia età, non avrebbe nulla da domandare al Cile, ad Allende, al golpe di Pinochet.

Noi siamo altro, stiamo costruendo, con fatica, difficoltà, ma con lucidità, quello che ci attiene, quello che attiene al nostro tempo, rivendicando dove sta il silenzio, la parola e la forza che ci riguarda, dove sta la diversità di fronte il suo presente, dove il silenzio domina, e l'afasia, la necessità, e la capacità di dire altro.
Noi stiamo altrove.

A Salvador Allende

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L'11 settembre 1973 Victor Jara fu arrestato dai militari fascisti di Pinochet e imprigionato nel famigerato Estadio Nacional de Chile (detto semplicemente "Estadio Chile").

Vi rimase per sedici giorni, durante i quali, con mezzi di fortuna, continuò a comporre canzoni e poesie.
Quattro giorni dopo, gli furono prima spezzate le mani in mezzo alle grida di scherno dei militari ("Su, cantaci una canzoncina ora!"), poi gli furono tagliate. Fu poi ucciso.
Gli fu trovata in tasca questa canzone.

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Karol e Augusto si affacciano da lassù (2)

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1973-1987-2006: per ricordare...

1973: da sinistra: Pinochet e Salvador Allende ai tempi della nomina a Capo dell'Esercito; il corpo di Allende portato fuori dal palazzo della Moneda; la foto di Pinochet dopo il golpe.

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1987: Pinochet e Giovanni Paolo II all'aeroporto di Santiago del Cile; al palazzo della Moneda (1 e 2).

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Santiago del Cile, 10 dicembre 2006,
48ma giornata mondiale dei diritti umani, 23esimo anniversario del golpe, giorno della morte di Pinochet:

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Cile, è morto Pinochet
dittatore sanguinario
Aveva 91 anni, era stato colpito da infarto alcuni giorni fa. Prese il potere con il colpo di Stato del 1973, nel corso del quale morì il presidente Allende. E vi restò, tra violenze, arresti e torture, per 17 anni.

Repubblica.it

Dalle letterine a Gesù raccolte nel libro «Caro Gesù, la giraffa la volevi proprio così o è stato un incidente?», dal Corriere di oggi. Aggiungo, sottolineato, la corrente di appartenenza....ci sarebbe di che riflettere....

Innanzitutto il titolo: «Caro Gesù, la giraffa la volevi proprio così o è stato un incidente?»: ?, il Lamarckiano (S.)

Caro Gesù, tu che vedi tutto mi dici chi mi ha nascosto l'astuccio? Marco: Il Metafisico neoplatonico

Caro Gesù, mi chiamo Andrea e il mio fisico è basso, magrino, ma non debole. Mio fratello dice che ho una faccia orrenda, ma sono contento perché così non avrò quelle mogli che stanno sempre tra i piedi a fare pettegolezzi.
Andrea, Il Critico talmudico

Caro Gesù, abbiamo studiato che Tommaso Edison ha inventato la luce. Ma al catechismo dicono che sei stato tu. Per me lui ti ha rubato l'idea. Daria, L'Antimodernista

Caro Gesù Bambino, grazie per il fratellino. Ma io veramente avevo pregato per un cane. Gianluca, Il materialista

Caro Gesù, non credo che ci possa essere un Dio meglio di te. Bè, volevo solo fartelo sapere ma non è che te lo dico perché sei Dio. Valerio, L'integralista

Caro Gesù, i cattivi ridevano di Noè, stupidino, ti sei fatto un'arca sulla terra asciutta. Ma lui è stato furbo a mettersi con tuo padre, anche io farei così. Edoardo, Il gesuita

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Come ormai troppo spesso accade su Nazione Indiana, l'imprecisione degli interventi si accompagna ad un 'parlar d'altro', ad uno slittamento progressivo dell'argomentazione - dalle mie parti lo chiameremmo 'sproloquio' - che perde di vista l'oggetto stesso degli interventi pubblicati, per divagare, a piacere, sulla propria visione del mondo. Ne è ultimo esempio, direi magistrale, l'intervento di Paolo Pecere sulla Consulenza filosofica.
Dopo un breve excursus storico di un po' più di 1000 battute sulla consulenza filosofica, che definire scolastico sarebbe un complimento, Pecere affronta il testo che Rovatti ha appena dedicato alla consulenza (segnalo, di passo, che il testo di Rovatti è l'ennesimo tentativo dell'autore di piazzare la sua bandierina su argomenti di attualità filosofica. Operazione legittima, ma da mettere in questione e su cui ritornerò).
Pecere affronta il testo di Rovatti, tenta di sviscerarne i limiti e i pregi, focalizzando la sua attenzione su Foucault e sull'utilizzo che Rovatti farebbe di Foucault in vista di una rielaborazione critica della pratica della consulenza filosofica ["L’esercizio della consulenza filosofica viene così interpretato come un’applicazione della cura di sé, quella «pratica della libertà» che Foucault ripensò a partire dagli esercizi spirituali delle filosofie ellenistiche, opponendola ai procedimenti disciplinari dei saperi psicologici e psichiatrici."].
Nella terza parte del suo intervento, Pecere si lancia in una rivendicazione dello statuto della pratica filosofica, richiamando all'esercizio pubblico, praticato nelle aule universitarie, della lettura dei testi e dell'apprendimento dell'autochiarificazione della funzione e del ruolo della filosofia, fuori dall'appropriazione privata di formazioni curriculari post-universitarie, e soprattutto rivendicando una cosa talmente banale che fa specie anche riassumere, e la si cita per intero: " Ma se si rilancia la pratica di un esercizio filosofico, sarà opportuno non farsi sedurre dal giro breve di presunte filosofie senza libro, come se oggi si potesse ritornare senz’altro a fare i filosofi di piazza, ignorando il nostro orizzonte di testi.".
Poichè il sottoscritto ha dedicato, in tempi non sospetti, allo statuto della consulenza filosofica, un'altra analisi (trovate il primo intervento qui, e il resto seguendo i links) di altro tipo, e poichè di quest'analisi, ne ho potuto discutere direttamente con molti e varissimi degli iniziatori della pratica della consulenza filosofica, mi permetto qui di fare alcune osservazioni.

Arrestato missionario accusato di pedofilia
Cagliari, padre Marco Dessì fermato dai carabinieri. Da 30 anni lavora in Sudamerica con i bambini abbandonati. I fatti sarebbero accaduti in Nicaragua, Messico e Usa.

Repubblica.it

La cosa, direi, sta quasi finendo.

Anche se ci sarà una torsione, tutta 'erotica'; nel senso de 'Il mio cuore messo a nudo', come scriveva Baudelaire nel suo, forse, 'libro' più vero, e di come, con una radicalità e violenza pari solo alla sua gentilezza, Bataille ha posto e praticato 'sino in fondo'.
Su 'millepiani' si sentono comunque soltanto echi lontani: stiamo festeggiando!!
Mario che 'vede da fuori' è 'dottore in filosofia'!!!
Lo era sin dal primo giorno in cui l'ho incontrato, a 19 anni, e da allora non abbiamo mai smesso insieme, davvero mai, d'amare ed incrociare, insieme, quella cosa che ci dà la détresse-la povertà con quell'altra che ci dà la ricchezza.
E tanto la 'povera' filosofia aveva bisogno della 'ricca' musica classica, quanto questo amore, come tutti ormai dovrebbero sapere, aveva sempre più bisogno della 'povera' sua compagna. Perchè, come ha scritto uno che scriveva musica e filosofia, '[...] senza, le mancava il fiato [...]". Sì, senza la filosofia manca il fiato....ovunque...

Poichè io non so dire quante cose stupende ho imparato dal mio amico - innanzitutto l'essere sempre retto e di una profonda, umana, attenta vicinanza, sempre, con chi gli sta accanto - e poichè anche io vengo dalle 'sue regioni', quelle del sud, dove si deve combattere per mantenere queste 'ricchezze naturali', io non lo saluto solo 'dottore in filosofia', ma di una 'scienza' che non c'è bisogno di nominare, proprio come quando, ad un concerto, si tace perchè non c'è nulla da 'dire' o da aggiungere: è tutto lì.

Ti sia lieve e vera la mia amicizia.