e:- Hai voluto lasciare il 'segno'
g: - sei il solito cretino
e-: lo sai che ti ascolto da prima che tu morissi
g:- dovresti sapere che chi 'registra' non muore, prima di dire queste sciocchezze...
e:- al contrario: dovresti sapere perfettamente che ogni registrazione ti uccide
g:- a volte mi domando come tu continui ad ascoltare 'musica classica'. Ma come, se tu stesso hai continuato a ripetermi che la registrazione, ben interpretata, era l'unica salvezza della musica che chiamiamo 'classica'?
e:- io parlavo di Nono, e tu lo sai bene...io parlavo della libertà che i suoi ultimi spartiti davano all'esecutore come all'ascoltatore..
g: - siete sempre gli stessi...
e: - continui a spostare la discussione: mi devi spiegare la differenza che c'è tra la versione del '55 e quella dell''81.
g:- e il premio, il premio quale sarebbe...??
e: - il premio sarebbe che sapremmo cosa portarci dietro
g: - sarebbe come chiedermi di scegliere...
e: - sarebbe come dire, finalmente, perchè prima acceleravi i 'tempi' e, poi, hai deciso di lasciare il segno, di fermarti...
g- : lo vedi, lo vedi come continui a vederlo dentro l'orecchio dell'ascoltatore di musica classica..?
e-: e cioè?
g:- mentre voi continuate a raccogliere le versioni registrate di quello che tutti gli esecutori hanno registrato, gli esecutori come me si prendono gioco della vostra pazzia..
e: -se io raccolgo, lo faccio per conservare la memoria di quello che hai attraversato anche tu...e comunque....sai perfettamente che le tue due registrazioni, in particolare la seconda, non sono state niente altro che il tentativo di dimostrare che tu te ne fottevi delle regole...lo sai bene di averlo fatto apposta...
g: -tu non raccogli per conservare, tu raccogli per dire di conservare una memoria che io ho cercato di devastare. Ti ricordi quando avevo cercato di farti leggere quel testo sul nipote di quel filosofo, e che parlava anche di me...? no, scusami, era il 'Soccombente'...
e: -mi ricordo di averlo regalato..
g-: tu credi che quel testo potesse essere scritto senza la mia collaborazione...?
e: -ma certamente sì, tanto che tu morirai ben prima della sua pubblicazione.....
g: -mentre voi continuate a raccogliere tutte le registrazioni possibili, io avevo letto quel testo...e quel testo sapeva parlare della musica..lo avevo letto prima di decidere di eseguire le 'Goldberg' nella maniera che mi ha reso definitivamente famoso...anche io lo avevo in testa..quel testo maledetto..
e-: Bernhard, volutamente, non ti aveva voluto chiamare...lo sai bene che aveva studiato musica prima di cominciare a scrivere...
g: -Lo sai che, poi, alla fine, ci siamo incontrati...?
e: - ???
g:- non personalmente. ho pensato a lui prima di decidere l'incisione della versione dell'81. Mentre tutti credono che la mia versione dell'81 delle 'Variazioni' sia precedente alla scrittura di Bernhard, come è vero, è stato solo grazie alla continua lettura che io facevo dei suoi testi, ed in particolare di quel testo che non era stato ancora scritto, che ho potuto pensare quel rallentamento...
e: - tu lo sai quello che si scrive su quel testo?
g: -eh! ho smesso di occuparmi di critica...
e: -si dice che tu fossi il rappresentante della 'perfezione'...e che tu avessi contribuito alla devestazione del narratore. Se non ci credi, ti leggo: "Del resto tutti i tre personaggi del romanzo hanno accettato la scommessa romantica sull'arte: la sua esigenza di assolutezza si rivela distruttiva per tutti i tre. Glenn Gould appare vittima di un bisogno di perfezione quasi disumana mentre sia Wertheimer che il narratore appaiono transfughi decaduti di una borghesia che porta in se stessa i germi della sua disgregazione.". Non saresti un borghese che per delitto di perfezione...saresti al riparo dalla disgregazione...
g: -io ho rallentato l'esecuzioni delle vostre 'Variazioni' per 'avanzare', prima di morire, la mia morte. Il resto si chiama critica. Dovresti saperlo bene anche tu: ho lavorato per anni alla devastazione dell'idea romantica dell'arte, con la sola arma che avevo: farla vivere. Più questa idea continuava ad essere diffusa fra tutti gli ascoltatori occasionali di musica classica, più tutti i miei gesti potevano continuare a devastare l'arte dell'ascolto, le sue tecniche, la sua persistenza...
e: - non so se faccio male a ricordarti che lavori per il nemico...
g: - fai male. Perchè noi non abbiamo più nemico. Se ti dico che io ho pensato le 'mie' 'Variazioni', quelle del 1981, avendo letto un libro che sarebbe uscito qualche anno dopo, quel 'Soccombente' che non avrebbe potuto parlare che di me, lo dico per ricordarti che, ad un certo livello, l'esecuzione della musica classica comincia a 'pensare' quello che sta fuori di lei...
e: - appunto, Nono...
g: -eh no!, certamente me. Mentre il tuo caro veneziano ha continuato a preservare, sino alla fine, quella finta aura che abbraccia la musica classica, io l'ho devastata consapevolemente con quella registrazione. Mentra tu continuavi a credere nella 'riforma', io, l'ascolto, lo rivoluzionavo, facendo di un'interpretazione, il canone di ogni possibile ascolto personale...
e: - non crederai di aver fatto un servizio alla buona musica....!!??
g: - Pensi che lavorassi per questo?
e: - Penso che hai lavorato male.
g: - Sei tu che pensi male, pensi storto, e non hai capito quello che sta accadendo. Tu continui a pensare ad un 'ascolto corretto', mentre io ti ho dimostrato che un'esecuzione scorretta può diventare l'eccezione che distrugge, definitivamente, la regola.
e: -Tu sai, come me, che la versione del '55 non ha comparazioni.
g: -Tu sai, come me, che voi credete di poter continuare a vivere in questo mondo. In quello dei distinguo, delle differenze...
e: - Noi!, Noi! Noi chi??!!! Noi che ci ricordiamo che tu le avevi eseguite 25 anni prima? Noi chi? Chi, no chi? Che conserviamo le due registrazioni, che...
g: - Voi che continuate a credere che quel mondo continui a vivere...che volete tenerlo in vita, che non fate niente altro che tenere in vita un corpo morto, ad infierire, a non farlo morire per sempre, definitivamente, che non ci riuscite. Mi chiedi chi, chi siete 'voi'? Ma non lo vedi quanto siete diventati una setta di necrofili? Non riuscite più a leggere su una partitura le note che vengono eseguite, sareste pronti a scannarvi per dimostrare l'eccelenza di quattro semicrome ben eseguite dai vostri beniamini...
e: -...tra i beniamini ci rientri anche tu, e lo sai...
g: - Sai cos'ho pensato, terminata l'incisione del''81? Ho pensato di poter morire, ho pensato che morire dopo avere lasciato la traccia definitiva ed eterna dell'imperfezione voluta, avrei potuto non suonare quasi più niente. E non per perfezione di 'morte'. Ho pensato di poter morire proprio per la perfetta dimostrazione della forza dell'imperfezione..
e: - Sai perfettamente che hai continuato a registrare, e che non le vogliono tirare fuori queste registrazioni, anche se circolano..
g: - Ne viene meno qualcosa?
e: - No. Te ne do atto. Nella tua prospettiva non cambia nulla: hai deciso di mostrare la merda che c'era in noi, ed è venuta fuori.
g: - E quale sarebbe?
e: -quella che ci ha impedito di dichiarare quella registrazione 'inascoltabile'...oltre che sciocca, pretenziosa, scocciante e lenta...
g: -era quello che volevo voi diceste...
e: -l'abbiamo dichiarata, invece, un 'caso'..
g: -...casi vostri..non l'avete saputa gestire, lo sapevo già...
e:-...non ti pare di prendere 'posa'?
g: - 'prendere posa', 'prendere posa'? io lo so che tu dichiari, sistematicamente, di avere un ascolto 'necrofilo'..
e: - ..questo non ti riguarda...
g: - vorrei che tu sapessi che, eseguendo la registrazione del 1981, in quella chiesa, io pensavo allo 'zio', al libro che avrebbe scritto...ero io il 'soccombente'..
e: - tu lo sai che io non posso più ascoltare quella registrazione...
g: -quale? quella del '55 immagino..
e: -vaffanculo...
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Il testo forza alcune notizie biografiche e professionali sia di Glenn Gould che di Thomas Bernhard.
In nessun caso - questo dialogo vuole metter in bocca ai due cose che pensano, hanno pensato, hanno scritto o eseguito. Nè in nessun caso - qualsiasi frase può essere attribuibile, o direttamente o indirettamente, all'uno o all'altro. Si tratta, come si dice, del frutto della fantasia dell'autore. Tanto forte è la loro incidenza sulla cultura letteraria e musicale contemporanea, che i loro nomi diventano, volente o nolente, figure con cui dialogare.
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Che bel pezzo... vale sempre la pena passare di qua..
saluti
andrea