*Milleplateux filosofici* - *Millepiani Rizomatici 2.0* *Millepiani WebRadio*
Come funziona Millepiani Rizomatici 2.0 -- La nuova struttura grafica a rizomi
archivio generale | contatti | rss

« 'In filosofia' - 'Bataille', oltre il 'sacrificio' -2/a
Home del Blog Millepiani 1.0
Sulla Germania: una risposta »

15.02.06

Il vostro 'comunismo' - nomi, cose, città

Se ricordo bene, è circa quindici anni che vi aspetto.
In tutto questo tempo che ho aspettato, prima, mi ricordo che speravo che Garavini fosse quello che era, e pochi lo ricordano oggi. Mentre lo vedevo a due metri, nella prima festa di 'Rifondazione', a Viareggio, mangiare con me, accanto a me, mi chiedevo quanto potesse durare, mentre tutt'intorno svolazzavono quei corvi dei 'cossuttiani' - li si chiamava così, di già? - che poi vi hanno fottuto le casse del partito quando se ne sono andati via. Ed anche il simbolo.

Era, certo, troppo presto. Ma non tardi.
Mentre, poi, sia a Viareggio che a Venezia, e più tardi, per sentito dire, a Messina, mi ricordo di aver incrociato, sempre per caso, il Presidente Vendola, che, in ogni dove, parlava del 'suo comunismo', che, in 'Rifondazione' costituisce una delle 'intensità senza tempo' che, ovviamente, non parla di comunismo, ma di una forza che risiede nella forza di quello stesso Vendola che, mi ricordo, concludeva, forse, una delle ultime 'scuole di partito', ad Albinea, a cui io ho ho partecipato, e dove, in fondo, stranamente, non si faceva che dire, già nel 1987, che non si sapeva assolutamente cosa dire. Se mi ricordo bene - ma mi ricordo davvero bene-, il ricordo più intenso è il giardino e la risposta, ad ogni domanda, del 'funzionario di partitio' che continuava a rispondere: "Questo è da ridefinire". E, per concludere, Vendola arrivò a concludere, inizio agosto, dicendo che tutto era da ridefinire: una settimana divertente.
E mente io venivo già da quell'esperienza 'comunista' che era l' 'esperienza' del comunismo nel sud, io mi ricordo quando abbiamo dovuto 'discutere', io e voi, di quello che si dovesse fare di questa memoria. E di tutto l'oblio che avevamo accumulato.

Io non mi ricordo molti particolari, pur ricordandomeli perfettamente. Sia i nomi come le storie.
Mi ricordo come fosse oggi, precisamente cosa mi sia accaduto, per caso, a Rimini, al secondo 'Congresso' di quello che, grazie a Pietro Ingrao e alla sua cecità, avevamo creduto 'una forza'.
Al Palasport c'erano dei piccoli 'vuoti' attorno all'arena dove voi gridavate, dove ha 'gridato' anche il vostro 'Governatore'.
Erano delle piccole 'stanze' che si incavavano 'a lato' della platea.
In una di queste stanze, che si sporgevano sul 'nulla' interno del Palasport, eravamo io e una donna.
Io era già lì, poi lei è arrivata. Penso potesse avere l'età di mia madre.
Non ci siamo guardati per lunghissimi minuti.
Poi, dopo, d'improvviso, appena ci siamo guardati, ci siamo gettati uno nelle braccia dell'altro, piangendo.
Non ricordo perfettamente quanto siamo stati abbracciati.
Poi, dopo, ci siamo guardati.


Mi ricordo, poi, anche tutti quei corvi che gioivano quando avevano fatto fuori Garavini. E già mi erano sembrati 'corvi di morte'.
Ed avevano eletto Bertinotti segretario. Mi ricordo che era abbastanza tempo fa. Ma, in qualche maniera, mi ricordo anche che, ancora oggi, le stesse persone che avevano 'ammazzato' politicamente Garavini sono state più o meno le stesse che poi si sono ribellati a Cossutta, quando di quel 'comunismo senza Berlinguer' si voleva rifare la brutta copia.
In fondo, tutta la questione della seconda scissione dalla prima scissione si è giocata, insieme, sui simboli, le parole d'ordine e le casse di partito. Non ricordo nessuna questione politica rilevante per il futuro, per il presente sì, ricordo qualcosa. Ricordo dei nomi che rimbalzavano volgarmente: Berlinguer su tutti. Ed anche qualche schiaffo.
Mi è sempre sembrato ridicolo questo 'accalorarsi' mentre, tutto intorno, accadevano delle cose che hanno cambiato, definitivamente, quello che si chiamava, 'il fulcro fondamentale'. Certo, c'era Berlusconi, ma mi sembra tanto tempo fa. Non era come ora.
Mi ricordo che sono cresciuti già lì dentro alcune anomalie fondamentali della sinistra estrema: innanzitutto quella di credere di poter rappresentare, in linea generale, un patrimonio che non era di nessuno e che ancora nessuno è riuscito a rilanciare oltre.
Mi ricordo di aver frequentato, per due mesi, la sezione più popolare a Venezia di Rifondazione. Come se potessi, per un momento, attraversare e portare con me una sorta di 'memoria' che continuavo a non poter giocare. Ma, certo, questo era un problema mio. Mi ricordo anche di alcuni 'dirigenti', e di un certo 'navigare a vista' a cui, certo, io non davo nessun contributo per trasformare in 'grande navigazione'. Soprattutto sapendo come, passo dopo passo, dopo Pisa, molti di quelli che noi avevamo giudicato incapaci di 'fare politica', sempre di più, tra i giovani, diventavano punti di riferimento.
Certo, una sensazione che si è accentuata entrando, 'per grazia ricevuta', dentro le dinamiche interne di Rifondazione, anche solo per conoscenza, dopo il 2001.
Mi tremano i polsi, ancora oggi, nel leggere nè città e nemmeno cose, ma solo 'nomi'.
Lo specchio, e la politica, fortunatamente, non la fanno i 'nomi', ma la fanno le dinamiche che attraversavano, in maniera radicale, i movimenti internazionali. E, mentre pochi lo facevano davvero in questo senso, e io li ho conosciuti, di molti, senza schieramento 'dentro', si sarebbe potuto tratteggiare non solo la coazione a ripetere l'alter-mondialismo, ma quella stessa coazione a ripetere i ruoli che avevano, da subito, assunto: si sarebbe riusciti a proiettarli nel futuro, come nel PCI, quello peggiore. (Lo so: c'è chi si è salvato, ma ha una grande forza...).
Ho memoria di cosa sia stato a Venezia, dal 1991 al 1998, la presenza della sinistra alternativa. A Venezia si misura fondamenta per fondamenta, voce dopo voce, forza con forza. Mi fregio di essere stato a lato e di avere capito, prima, come erano, come sono. Anche come siete stati e come siete. Dobbiamo dire i nomi?
Eppure, in fondo, eravate sempre 'voi', con i vostri nomi, che conoscevo, le vostre forze, le vostre strategie, anche la vostra forza: la mia. Di questo, in fondo, in questi quindici anni ho ANCHE vissuto.

Solo una volta, un'estate, e non volevo credere, mi era sembrato che 'fosse', davvero e di nuovo, altro.
Ma era estate. Eravate 'in vacanza'. Lo erano.

Voi sapete come me che il 'nome' che noi abbiamo difeso non corrisponde più alla cosa. Ma, soprattutto, oggi, non reinvia nemmeno.
Mentre forze sprigionano scintille, altrove, fuori da questo nome.

Penso che, dopo questo passaggio, bisognerebbe essere conseguenti.
Io lo sarò.

scritto da millepiani il 15.02.06 00:14
come in-comune

Tag:

Commenti
Scrivi un commento









Vuoi memorizzare le tue informazioni?