Dicembre 2005 Archives

In fine d'anno, e forse oltre.

"[...] sono scandagli, attendibili, così attendibili nel loro dare il nome alle cose che non ci resta altro da dire se non: fin qui e non oltre.

Poesia: [nel manoscritto manca la lirica di riferimento]

Ma all'improvviso, grazie a questa rigorosa limitazione, è di nuovo possibile dire qualcosa in modo molto diretto, non più in cifra.

"Il proprio corpo non si sente, se stai bene è come l'aria. Lo incontri nella malattia e poi nel sesso, prima sorprendente e oscuro poi misto al corpo altrui. Quello dell'altro è, differentemente dal proprio, un corpo vero, e ancora più problematico. [...] Nessuna madre parla alla figlia del desiderio, del piacere e della dissimmetria fra maschi e femmine.

Qui la prima parte.

Ho lasciato la mano di mia nonna solo dopo che lei stessa aveva allentato la presa nell'abbraccio del sonno. Sul letto accanto, nella camera di degenza dell'ospedale dove era ricoverata, in questa vigilia di Natale, stava distesa ancora una signora, con la gamba sinistra, già paralizzata in seguito a un ennesimo ictus, fratturata due volte in punti ravvicinatissimi.
Ad accudirla, una signora bionda sulla quarantina, figlia non sua, ma solo di suo marito, e tuttavia premurosa, e ferma. Chiesi permesso di andare al bagno della camera di degenza, e vidi sul suo volto un sorriso di fredda ironia.

Così nel mio parlar voglio esser aspro
com’è ne li atti questa bella petra,
la quale ognora impetra
maggior durezza e più natura cruda,
e veste sua persona d’un diaspro
tal, che per lui, o perch’ella s’arretra,
non esce di faretra
saetta che già mai la colga ignuda:
ed ella ancide, e non val ch’om si chiuda
né si dilunghi da’ colpi mortali,
che, com’avesser ali,
giungono altrui e spezzan ciascun’arme;
sì ch’io non so da lei né posso atarme. [...]

dalle Rime petrose

Alla mia povera nonna

La vigilia di Natale sono andato a trovare mia nonna in ospedale: "area di ortopedia e traumatol" a capo: "ogia". Così, almeno, qualcuno del reparto aveva scritto a caratteri cubitali con il computer in un foglio appeso accanto all'ingresso del reparto.
All'angolo, una targa informava sugli orari di visita per i parenti: "12:30-15, 19-20:00". Essendo in anticipo di un'ora, ho passeggiato lungo la traslucida vetrata dell'ingresso del reparto, nonostante una diecina di persone già si muovessero tra corridoi o sostassero sulla soglia delle camere di degenza.

"L'idea della Russia": Victor Krivulin

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Alla mia 'patria d'adozione'

da Versi del quartiere di Kirov
di Victor Borisovic Krivulin (1944-2001)

L'idea della Russia

Alberi inabissati nella neve grigia
e queste due cornacchie solitarie...
L'idea della Russia, per quanto possa io
penetrare con la coscienza oltre il piatto,
aperto, parrebbe, persino al nemico,
rapato colle patibolare,-
l'idea della Russia non è un punto nel cervello,
né in una qualche regione dello spirito,
ma qui, in vista, nel folto imperscrutabile,
perigliosamente vicino a un'anima
che dell'anima non sa dove siano i confini,
dove sia il proprio, dove sia l'altrui.

(da 'La nuova poesia russa'', ed. Crocetti, 1994
trad. C. Riccio)

Per il 'nostro' Natale.

TUTTI I GIORNI (1953)
di Ingeborg Bachmann

La guerra non viene più dichiarata,
ma proseguita. L'inaudito
è divenuto quotidiano. L'eroe
resta lontano dai combattimenti. Il debole
è trasferito nelle zone del fuoco.
La divisa di oggi è la pazienza,
medaglia la misera stella
della speranza, appuntata sul cuore.

Viene conferita
quando non accade più nulla,
quando il fuoco tambureggiante ammutolisce,
quando il nemico è diventato invisibile
e l'ombra d'eterno riarmo
ricopre il cielo.

Viene conferita
per la diserzione dalle bandiere,
per il valore di fronte all'amico,
per il tradimento di segreti obbrobbriosi
e l'inosservanza di tutti gli ordini.


(trad. di M. T. Mandalari in
Ingeborg Bachmann, Poesie, Guanda 1987)

Un pensiero messo a nudo

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L'esposizione, o 'un pensiero messo a nudo', è un'esperienza. Non serve, in nessun caso, ribadirne l'inutilità. Essa ne è compagna.
A breve ne è compagna.

mise en scène

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L'expérience est une mise en scène quand bien même nous en exigerions une authenticité ou une pureté. Cela, au contraire, ne fait qu'exagérer l'obscénité du décor. La pensée mise à nue, comme une fille qui se dérobe, est une mise en scène, pour autant qu'elle soit une expérience. Au centre, se trouve l'immonde retrait.

[L'esperienza è una messa in scena, anche quando si pretenda autenticità o purezza. Che, al contrario, non fanno che manifestare all'estremo l'oscenità del decoro. Il pensiero messo a nudo, come una ragazza si sveste, è una messa in scena, pur rimanendo un'esperienza. Nel suo centro dimora un ritrarsi immondo.
trad. di millepiani]

Class action

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"Abbiamo visto le fotocopie del suo estratto conto. Secondo noi l'hanno imbrogliata."

Altroconsumo, associazione di consumatori, a Massimo D'Alema a proposito del leasing della barca. Da Repubblica odierna, pag. 8.

Il bel tomo

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Le cronache riferiscono che ieri Antonio Fazio ha ringraziato il Papa.
Per ben tre volte.
Oggi ci fanno sapere che ringrazia Ciampi. Non si sa quante volte. Nè, ma vale anche per i ringraziamenti di ieri, il perchè.
Poichè di carattere sono sdegnoso, (dalle mie parti si dice "schifiato") anticipo sin da ora che è inutile che si sbracci, che telefoni, che si faccia trovare sul Viale San Martino mentre passeggio sbirciando i sederi delle signorine per ringraziare anche me. Sono io, che lo ringrazio, più di budella che di cuore, io, che pagherei addirittura una ventina di messe e me le vedrei pure, per non avere più quel bel tomo del tomista in una istituzione pubblica.
Che vada allo IOR, sulle orme di Marcinkus. Saprebbe surclassarlo.

Mi si dice: conti ba-r-cari

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Mi si dice che un ex consigliere comunale diciottenne pisano, ex segretario della giovanile comunista, ex ingraiano, ex vicesegretario del PCI, ex direttore dell'Unità, ex capogruppo del PDS alla Camera, ex segretario dei DS, ex Presidente del Consiglio, ex Presidente della più inutile Bicamerale per le riforme della storia repubblicana, attuale Presidente dei DS e, probabilmente, prossimo ministro degli esteri, abbia un conto fidejussiario in un 'istituto di credito' divenuto molto famoso, acceso per l'acquisto della sua banca barca.
E che alle barche banche 'di sinistra', invece, ci si rivolga solo per le '[r]assicurazioni'. Quelle di rito e di 'consorteria'. Così mi si dice.

Sviste

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Quello che mi risulta più difficile da capire, nella questione del nostro fortunatamente ex Governatore della Banca d'Italia, è che in tutto il monumentale corpus di testi e di pensatori cattolicissimi rispetto ai quali gli viene attribuita una conoscenza quale nemmeno un esercito di accademici e di teologi potrebbe accampare, insomma, che in tutti questi testi eccellentissimi del cattolicesimo sia assente il minimo riferimento a quello che è moralmente accettabile o no da parte di chi esercita il potere.
Che si possa passare metà della propria vita a studiare la scolastica e la parte rimanente a disattenderne i precetti, mi sembra sinceramente eccessivo, anche per l'ineffabile ciociaro. Per questo, preferisco pensare che a tutti codesti prestigiosi pensatori con la croce nel cuore, da San Tommaso a Maritain, tutti presi nella costruzione di un poderoso sistema di pensiero onnicomprensivo e particolareggiato, sia sfuggita la minuzia di un capitolo, o magari anche un paragrafetto, su come regolarsi con i baci in fronte ed i regali dai propri controllati.

Ad una mia richiesta di una serie di interventi sull'anarchia, Marco mi ha spedito questo dialogo serrato svoltosi tra lui e Massimo che, oltre alla sua densità, ci offre una prima porta per entrare in una nuova 'pratica di pensiero an-archico' che più di quanto possiamo immaginare serve a noi, alla filosofia e alla politica tutta.
Credo che dobbiamo tutti ringraziare Marco per questo primo intervento, oltre che il suo interlocutore, sperando in un allargamento a più voci di questo dialogo.

Il dialogo lo trovate nella sezione di materiali filosofici di millepiani.

à E., à l'Espagne et à Don Quichotte de la Manche

Ce matin, vers midi, quand je me suis levé, ne sachant à quoi d'autre rêver, je me suis dit :«Rien n'est plus violent que la loi de l'amour». Car si elle possède la force de LA loi, elle n'en demeure pas moins illégitime. C'est ce qui en fait sa violence, d'ailleurs. Elle n'est ni une loi positive ni une loi naturelle. C'est pourtant la plus vieille loi : la prostitution est le plus vieux métier du monde. Ni garantie par la lumière ni par la nature ou l'âme, elle prend racine dans la métaphore du coeur. Elle se contracte et se décontracte, diastole et systole, et quand tout cela s'arrête, alors c'est vraiment l'arrêt de mort.
Mais si la loi de l'amour est illégitime, les autres positives naturelles sont illégales. Elles s'inventent par l'ingéniosité de la technique et du progrès, et proviennent par là de la barbarie.
L'amour ne se fonde sur aucun droit, sur aucune justice. Elle touche le coeur et surtout le corps, le blesse, comme le taureau d'un coup de tête encorne le toréador. Le coup de la loi de l'amour tranche la tête, démembre le corps.
La loi de l'amour touche à la mort, et c'est son plus beau destin. Et le reste, le calcul de l'amour, mais nous le savons bien, nous le savons depuis longtemps, nous ne faisons que savoir cela, n'est que sa bureaucratie. N'est-ce pas Kafka ?!

Je garde la blessure mortelle et crie à corps perdu.

[Stamattina, quasi a mezzogiorno, alzatomi, senza saper sognare altro, mi sono detto: "Non c'è niente di più violento che la legge dell'amore". Perchè se possiede la 'force de LA loi', non è meno illegittima. E questo non è nient'altro che la sua violenza. Non è nè legge positiva nè legge naturale. Ma la più antica legge: la prostituzione il più vecchio mestiere del mondo. Non giustificata nè dalla ragione nè dalla natura o l'anima, nasce dalla metafora del cuore. Si contrae e si distende, diastole e sistole, e quando si ferma, ecco, è questo, davvero, 'l'arrêt de mort'.
Ma se la legge dell'amore è illegittima, quelle positive o naturali sono illegali. Inventate con l'ingegniosità della tecnica e del progresso, vengono, proprio per questo, dalla barbarie.
L'amore non si fonda su alcun diritto, su nessuna giustizia. Tocca il cuore e, soprattutto, il corpo, lo ferisce, come il toro incorna il toreador. 'Le coup de loi' de l'amore stacca la testa, sventra il corpo.
La legge dell'amore 'tocca' la morte, ed è il suo più bel destino. Il resto, il calcolo dell'amore, lo sappiamo bene, lo sappiamo da tanto tempo, non facciamo che continuare a saperlo, non è che la sua burocrazia. Kafka, non è vero?!

Conservo la mia ferita mortale e grido a 'corpo perso'.
trad. di millepiani]

La semplice verità

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"Sono antireligioso. Trovo detestabili le persone religiose. Aborro le falsità della religione. Sono tutte menzogne."

Philip Roth, intervista su Repubblica di oggi

"La Storia mi renderà giustizia"

Antonio Fazio, all'atto delle dimissioni.

Musil in Sicilia

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"Evento Messina 2008," si legge nel sito del Comune della Città dello stretto.
Voglio fortemente e fermamente partecipare a questo straordinario momento di surrealismo collettivo.
Nel centenario del terribile sisma del 1908, mi chiedo, si festeggerà la distruzione o la eterna, mancata ricostruzione? Si inneggerà ai padri dei padri inghiottiti dal sisma o si baceranno le fronti dei nipoti dei nipoti?
Solo un ospite inaspettato, il Sisma stesso, se in vena di ironie, potrebbe mettere un pò di pepe a quella che si annuncia come una clamorosa "Azione Parallela" in salsa sicula: pensate, un evento che esce pari pari da un romanzo, e non viceversa.
Voglio esserci, voglio far parte di un comitato di un sotto comitato. Voglio non contare nulla e dire cose senza senso, anche solo per mascherare il fatto di non avere la minima idea di che cosa si debba o possa fare.
Oh, che luogo di impareggiabile insensatezza, questa esile striscia di terra stretta tra il mare e le colline e, cosa ancor più mirabile, attraversata da un mostro nascosto, che ad ogni momento potrebbe dare un terrificante colpo di coda. Ah, saper scrivere!

Per aspera

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Sono convinto che ci sia un motivo per non picchiare Borghezio. Mai.
Sto cercando di trovarlo e sinceramente ho delle difficoltà: ma, ripeto e non scherzo, non bisognava farlo.

entre nous

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C'est d'ici, entre nous, que j'écris. Ici n'a ni le privilège de la hauteur ni celui de la profondeur. Il n'est ni un point départ ni une ligne de fuite, malgré la faiblesse de l'écriture qui en donne l'apparence. Que reste-il alors à dire sur lui? Ici, qui peut être partout, jamais cependant ailleurs, ne serait que l'écart de l'entre-nous. Entre-nous à entendre non pas comme la confidence d'une élite, d'une initiation , mais comme ce qui dans le nous s'écarte, se refuse à l'union ou à la fusion. La démocratie - s'il s'agit toujours de penser avec elle - n'a pas à être l'extension universelle de la confrérie ou de la corporation, c'est-à-dire de ce qui se forme par la formule magique et secrète de « Nous sommes entre nous».
Ici, je suis seul à parler ensemble.

Amnistia: una marcia

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Ne abbiamo scritto su questo weblog diverse volte. Non posso che condividere lo spirito e l'azione di questa marcia, e, seguendo in questo azioneparallela, aggiungere, ed è la prima volta che questo weblog lo fa, il banner qui a sinistra che ricorda l'urgenza di un'intervento e la necessità di un'azione, e l'adesione ad un 'appello', un 'appello silenzioso', che viene dalle 'carceri'.

AMNISTIA PER NATALE 2005
RADICALI ITALIANI - NESSUNO TOCCHI CAINO - IL DETENUTO IGNOTO

"Il tema dell’amnistia è certo tra i più scomodi e difficili; non è un caso che in Italia l’ultimo provvedimento di questo genere risalga a 15 anni fa. Sono passati 5 anni dall’anno del Giubileo, quando un ampio “Cartello sociale” promosse la campagna per l’amnistia, l’indulto e un “piano Marshall” per le carceri e per il reinserimento sociale, vera e unica premessa per contrastare la recidiva e garantire maggior sicurezza ai cittadini.

Sono passati 3 anni da quando il Parlamento tutto applaudì ripetutamente e calorosamente Giovanni Paolo II mentre invocava una riduzione delle pene.

face à la loi

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En écrivant cela, je fais seulement retarder l'instance où il me faudra mettre ma parole à l'épreuve de la loi. Des fois, je me dis en moi-même, jamais de vive voix de peur de rompre le charme du talisman, je me dis à moi-même, tout à l'intérieur, qu'il ne faudrait même pas écrire cela, que cette écriture avorte toute durée de l'écriture. Je me confie cela, comme un éclat de vérité qui me foudroie. Face à la loi, je m'y dérobe encore.

["Scrivendolo, non faccio che ritardare la convocazione l'istanza in cui dovrò mettere la mia parola alla prova della legge. A volte, mi dico tra me e me, mai a voce alta per paura di rompere l'aura del talismano, mi dico, dentro di me, che non bisognerebbe scriverlo nemmeno, che questa scrittura questo scrivere interrompe ogni durata succedersi della scrittura. Me lo confido, come un bagliore di verità che mi fulmina. Di fronte la legge, di nuovo mi denudo." trad. di millepiani, seconda versione]

Vorrei ricordare che ci sono due uomini che sono sottoposti uno a condanna ed un altro a processo per avere ricordato al proprio paese delle verità "scomode". Predrag Matvejevic e Ohran Pamuk. Croazia e Turchia. Cattolici e islamici. Uniti, malgrado tutto. Contro gli uomini liberi. Contro la verità.

"Come donna e come anarchica volevo aiutare per la prima volta una donna a diventare sindaco di Milano. Io, da anarchica, non conosco le sue posizioni politiche. Pace e amore.

Fernanda Pivano, motivando il suo sostegno alla candidatura di Letizia Moratti. Repubblica di oggi, pag. 16

Chi ha detto che i DS (che ho votato fino all'altro giorno con ottusa, consapevole mansuetudine) non si occupano più del Lavoro? Basta aggiungere prima "Banca Nazionale".

Un post di azioneparallela ha sollevato un problema mal discusso. La lettera scritta da Massimo Cacciari per il pensionamento del professor Emanuale Severino, a distanza di anni, ha dato il destro a qualche commento 'mal piazzato' ma legittimo.
Cerchiamo di fare chiarezza. E di ripercorrere, precisamente, la questione. Mi si scuserà la lunghezza, ma è necessaria.
Mi si scuserà, anche, il tono distaccato: ma sono questioni che, nello stesso tempo, conosco e ho smesso di 'frequentare'.
Ma la memoria è una hybris difficile da tenere 'a guinzaglio'.

Una premessa

Avevo lavorato a questo post oltre due mesi fa e poi di nuovo all`inizio del mese scorso: volevo dargli un ultimo ritocco, poi, non potei più.

Lo stimolo mi era venuto, ancora una volta, da un post del nipote dello zio sugli sciacquoni al Palazzo di Vetro a ridosso dei rovesci in Louisiana. Si trattava delle celebrazioni per i sessant’anni dell’Onu - quanti “sessantenni”, quest’anno, e quante occasioni perse tra candeline, candelotti, torte di cartone e lutti sbiaditi.

"Natale"

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"Era Natale. Attraversavo la vasta pianura. La neve era come vetro. Faceva freddo. L'aria era morta. Non un movimento, non un suono. L'orizzonte era circolare. Nero il cielo. Morte le stelle. Sepolta ieri la luna. Non sorto il sole. Gridai. Non mi udiii. Gridai ancora. Vidi un corpo disteso sulla neve. Era Gesù Bambino. Bianche e rigide le membra. L'aureola un giallo disco gelato. Presi il bambino in mano. Gli mossi su e giù le braccia. Gli sollevai le palpebre. Non aveva occhi. Io avevo fame. Mangiai l'aureola. Sapeva di pane stantio. Gli staccai la testa con un morso. Marzapane stantio. Proseguii."

Friedrich Dürrenmatt, 1942

Aggiornamento tecnico sito e podcast

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Questo è il primo pocast di millepiani. Può essere ascoltatato direttamente sul blog attraverso il lettore che trovate qui sotto; oppure può essere scaricato sul vostro computer e ascoltato con un lettore mp3 qualsiasi (consiglio Winamp).
D'ora in poi i podcasts di millepiani serviranno ad integrare il testo scritto e solo in casi particolari costituiranno l'intero contenuto del post.

Primo podcast.

"Quando Fiorani sbuca e va a infilarsi, stretto tra due militari, sul sedile posteriore dell'auto della Finanza, parte la consueta, inevitabile sarabanda dei fotografi. E un parente del banchiere da settanta milioni di euro si affaccia gridando: - bastardi, così mi rovinate la macchina! -

Da Repubblica di oggi, pag. 2


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Ti metteranno comodo. Di spalle.

"Se gli dessi la grazia non potrei più guardare negli occhi i detenuti cui l'ho rifiutata".

Ing. R. Castelli su Sofri. Repubblica di oggi pag. 13

Caro Babbo Natale,

ti scrivo con il cuore gonfio, perchè per questa giornata di gioia per la nascita del bambinello, avrei tanto voluto una bel giocattolo tutto per me. Ma una strega cattiva, la Santanchè, ha messo una brutta tassa e adesso la mia bambola di gomma costerà uno sproposito. E io piango, caro Babbo Natale, piango come un bambino infelice. Mi sento tanto solo, sai, Babbo Natale.
Quindi, e giungo al sodo: me ne porteresti tu una dalla Svezia o da dove preferisci?

P.S. La vorrei bionda e formosa.

Precisazione

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Io non sono anticlericale. Sono loro, che sono cattolici.

Messina, la morte e la politica

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A Messina moriranno quasi tutti quelli a cui voglio bene.
Così mi si dice.
E se potessi dire della 'mia' morte, non saprei dove morire se non dove sono nato.
Ed è questo il nodo, quello fondamentale, che lega la politica al suo futuro.
Quello che porta dentro la politica, quello che non viene espresso, quel luogo dove si pensa quello che si è.
E si è solo 'in-comune'.

tra qualche ora

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Tra qualche ora un uomo morirà su un lettino della California condannato a morte dal suo Stato e non graziato in ultimo appello: quello al 'governatore' Arnold Schwarzenegger.

La webcam - e il relativo javascript - sono stati aboliti. Tutte le passwords sono mutate - chi ne possiede, attenda mie nuove. Si mantengono gli javascript sicuri di del.icio.us ed il refer a technorati - in ogni caso, chiunque abbia disattivati gli javascript non si perde nulla.
Sono stati cassati tutti i ringraziamenti, le icone di riferimento, le fave bollite che rimandavano a siti esterni a quello che state leggendo.
Tutto quello non necessario è stato abolito.

Domenica mattina, giornata di silenzio elettorale, su una rete locale del messinese, Teletirreno, girava in continuazione un messaggio sottotitolato, il quale informava del fatto che il Direttore Sportivo del Milan aveva garantito il giorno precedente, "in diretta", che il Milan avrebbe fornito dei giocatori al derelitto Messina giù in classifica, come già promesso dal premier in visita preelettorale.
Il candidato della casa delle libertà ha perso, ed anche di brutto in termini percentuali. La prossima giornata del campionato di calcio propone, guarda un pò il caso, Milan-Messina. Chissà che il simpatico proprietario di mezza Italia non scenda negli spogliatoi, prima della partita e dica ai suoi giocatori, come l'anonimo soldato del video sulla guerra dei ponti di Nassirya: "Annichiliteli!"
Ma non è così: il premier rispetta le promesse, sennò poi mamma Rosa ci resta male. Per questo, comunque, mi aspetto al mercato di gennaio quanto meno Shevchenko, Nesta e Kaka. In cambio di Aronica.

Francantonio Genovese, trentasette anni, messinese, figlio e nipote di uomini politici democristiani, è il nuovo sindaco di Messina, l'orrendo posto in cui io sono nato, eletto al ballottaggio con otto punti in più dell'avversario dopo aver ottenuto a sua volta più di dieci punti percentuali rispetto alla coalizione che lo appoggiava, un' unione di colori che andava dal bianco impolverato dell'Udeur al rosso stinto di Rifondazione.

Franzantonio, così chiamato per il suo legame con la famiglia Franza, proprietaria monopolista dei traghetti privati che attraversano lo Stretto riversando ogni venti minuti migliaia di tonnellate di Tir, di traffico e di scarichi appestanti (il cancro è 'il' male della mia città: più che quello di cui si muore, ormai quello 'di cui ci si aspetta' di morire) ha insomma, politicamente parlando, un eccellente 'pedigree', oltre che un consiglio comunale contro.

Non mi piace

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Non mi piace quello che sta succendo a questo blog da oggi pomeriggio. Non mi piace per nulla. Non so se attribuirlo ad questo schifo di host che è Aruba o a non so cosa.
Non mi piace per nulla.
Non so se qualcuno si è divertito a cancellare una parte del template dell'index o cosa sia successo.
Si sappia che, personalmente, faccio il backup del sito ogni tre giorni e che, al massimo, posso perdere quelche impostazione di layout.
Che rimetto in piedi nel giro di mezz'ora.

Pezzi di merda.

Non riesco a fare a meno del vizio del calcio. So io per primo quanto si sia svuotato sia esteticamente che eticamente. Inoltre, per nascita, seguo il Messina, squadra, per chi non lo sapesse che conta un nipote di boss (calabrese) e il figlio di un piccolo picciotto (siciliano): nell'ordine G. Sculli e G. D'Agostino. Certo, la responsabilità penale è personale e quindi le colpe dei padri o dei nonni non si ereditano. Ma il senso di disagio permane forte.
La premessa è per chiarire il contesto.

Il covo

a E., in attesa

La stessa di secoli
la fessura (o feritoia?),
generazioni di randagi,
corpi appesi di ragno,
ladri, scribacchini, studenti
o tonache bruciate
di fretta, comunque

Si sarebbe detto un pezzo di quadro, entrando,
di porta (tanto era
rosa).

Fu lei innamorata a indicare 'là dietro'
tra le casse e le cinghie da viaggio
bagnate
- o la muta solita di morti e vertebre
in fuga?

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Ipotesi

Furono in molti
- come sempre -
a sapere
Chi veniva aggiungeva:
la consegna
era chiara, il fiume,
'la linea',
a due passi

Ipotesi

Lascio andare così.
Rischiosi
i turbini
d'acqua
Senza cercare leggerà,
carico,
un tempo

Uno 'straordinario' ritrovamento

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Appena qualche giorno fa, sono stato costretto, come serve in Svizzera - prima
di lasciare i 'luoghi' che si sono abitati - sono stato costretto a svuotare la mia 'cantina'.
Ho trovato, tra legni e residui, un piccolo libro.
Un 'quaderno di note'. In francese.
Data 1939.
Ci sono 57 poesie.

Solo queste. E niente altro. 57 poesie.
Non ci sono nomi, ed era incastrato in una fessura accanto al contatore del gas.

Lo chiamerò, da ora, il 'Diario della cantina'.
E' tre giorni che continuo a leggere queste poesie.

Uno dopo l'altra vorrei farle leggere.
E una dopo l'altra le trascriverò. Le tradurrò.

upload: qualcuno mi fa rilevare che quello del ritrovamento di un 'manoscritto' è un topos letterario classico. Posso assicurare che, al contrario, si tratta di un evento vero e veritiero che verrà suffragato da prove documentarie.

Rendition

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"Israele è un tumore da rimuovere."
"Spostiamo Israele in Austria e Germania".

Il presidente iraniano Ahmedinejad

Mi voglio complimentare con la perfetta sinergia, quasi profetica, tra l'allarme dei nostri ministri e primi ministri terroristi, che ad ogni piè sospinto indicano pericoli di ogni genere e il pronto, intrepido accorrere dei professionisti del bastone e della provocazione, sedicenti disobbedienti o rivoluzionari. I valsusini ne avevano proprio bisogno: ora sono il contorno ed i titoloni sono per i provocatori. Come a Genova.

Ingegneri

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Devo fare lo sforzo di ricordare che Musil e Gadda erano ingegneri, per non lasciarmi prendere dallo sconforto al pensiero degli ingegneri ministri che in questi anni ci hanno deliziato con la loro azione e presenza.
In particolare, voglio solo osservare che il ministro Lunardi ha studiato geometria variabile: difatti, esige l'ordine pubblico nelle sperdute valli alpine, mentre predica la convivenza nel caso del mefitico bubbone siciliano.

Mi si dice: la Scala (400)

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Mi si dice che stasera, affacciatosi sulla platea della Scala per la 'prima' senza Muti, Ciampi sia stato applaudito, osannato ed invitato a continuare ad essere quello che è.
Così come non si fa per una regola che, invece, nel mio paese, diventa eccezione.
Così mi si dice.

Del silenzio di chi scrive in rete - a parte qualche rarissima eccezione - su quanto sta accadendo in Val di Susa tornerò. Per intanto, posto questa scrittura che viene dalla mia città, 'vedendo' fisicamente 'chi' l'ha scritta e 'come' è stata scritta.
Lo faccio 'con enorme emozione'. E con 'enorme rabbia'.

Cara Carla,

ti scrivo quando la 'notte bianca' è ormai conclusa.
Ti ho già ringraziato, per aver accettato il nostro invito, per essere intervenuta.
Voglio ringraziarti ancora una volta: pubblicamente.

Per la tua voce.

Sai, a volte ci sono piccole cose, microeventi che ti colpiscono e su cui torni a pensare per tutta una notte. Una cosa mi ha colpito mentre parlavi, stasera, quando stavi per concludere. Hai detto: '...ecco, questo è quello che Pasolini mi ha insegnato....'. Parlavi degli 'individui', della forza, dell'irriducibilità dei singoli. Dell'impossibilità di un potere onnipervasivo e definitorio che annulli ogni possibile resistenza. Che cosa resta? Che cosa resta? Dove operare? chiedeva in fondo e con una forza che oggi ho imparato a riconoscere il nostro Salvatore. Accennavi, rispondendogli, alla possibilità che la vita ha sempre di giocare, e con una forza inaudita, ogni potere. Lì dove tutto sembra perduto, dove ogni alterità sembra consumata, e definitivamente, lì, dove tutto soffoca - lì dove si dice che la filosofia (la filosofia, ricordi?) non ha più niente da dire, muore - lì tutto può esplodere, sprigionarsi. Di nuovo.

Per il tuo sguardo, pubblicamente, ti ringrazio.

B. e B.

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La mattina in cui Walter Benjamin arrivò in treno a Parigi, lasciando per l'ultima volta la Germania, ad accoglierlo al binario, seguendo la biografia del francese che l'attendeva, scritta da Michel Surya e pubblicata in seconda edizione da Gallimard, c'era Georges Bataille.
Era, certamente, 'troppo tardi' per entrambi. E, insieme, troppo presto.
Anche se l'uno come l'altro avrebbero scritto le 'loro cose migliori' appena dopo.
Era il 1933.

Dal flyer informativo pisano per la 'Notte bianca' del 6 dicembre, posto questo testo, su cui ritornerò. Lo si può leggere in originale a questo indirizzo.

"Il 6 dicembre è una notte d'inverno, una notte per stare svegli, dove non ci saranno sonni da fare, ma sogni da vivere.
Una notte per i viandanti dell'Università, per scrivere una storia fatta di nuove passioni, di facoltà dove gli orologi vanno in pezzi ed esiste solo il nostro tempo. Non ci saranno zone rosse, ma l'imbarazzo della scelta sugli spazi da aprire ai desideri.
Così sarà la notte di chiunque voglia portare la propria esperienza per arricchirla e condividerla, senza brevetti e copyright. Iniziare un sogno che non finisca e che si materializzi, oltre ogni riforma, in una nuova Università fatta da chi la vive.

"Un famoso romanzo di Italo Calvino ci racconta di una storia che inizia e finisce senza finire. Una storia fatta di tante storie lasciate in sospeso, piene di possibilità ancora tutte da scrivere.
I movimenti, quando sono cose vere, non usano mai il punto, ma sempre i puntini di sospensione. Vanno e vengono come le onde del mare e il mare non è mai calmo, è sempre inquieto. Il problema del potere è quello di introdurre lo ’stato solido’, il punto a capo, la diga laddove le onde muovono e si rimuovono.
Le storie dell’università e dei suoi conflitti, sono storie sempre cariche di altre possibilità e le possibilità le decidono gli studenti in carne ed ossa, i loro desideri, le loro passioni.
Il 6 dicembre è una notte d’inverno, una notte per stare svegli, una notte per i viandanti dell’università, tra un lavoretto precario, l’assenza di futuro e la catena di montaggio della frequenza obbligatoria. Una notte per scrivere questa o quella storia fatta di nuove passioni, di un’università dove gli orologi vanno in pezzi e c’è solo il tempo di vita ricco degli studenti.
Una notte liberata dove sperimentare saperi, conoscenze, contro-cultura, espressione artistica non convenzionale, socialità, gioco, pratiche collettive della felicità, della sensualità, del desiderio.

Il 6 dicembre tutte le università in rivoltà, in mobilitazione permanente, saranno occupate.

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I. Chi intende procedere alla stesura di un'opera di vasto respiro si dia buon tempo e, al termine della fatica giornaliera, si conceda tutto ciò che non ne pregiudica la continuazione.
II. Parla di quanto hai già scritto, se vuoi, ma non farne lettura finché il lavoro è in corso. Ogni soddisfazione che in tal modo ti procurerai rallenterà il tuo ritmo. Seguendo questa regola, il desiderio crescente di comunicare diverrà alla fine uno stimolo al compimento.
III. Nelle condizioni di lavoro cerca di sottrarti alla mediocrità della vita quotidiana. Una mezza quiete accompagnata da rumori banali è degradante. Invece l'accompagnamento di uno studio pianistico o di uno strepito di voci può rivelarsi non meno significativo del silenzio tangibile della notte. Se questo affina l'orecchio interiore, quello diventa il banco di prova di una dizione la cui pienezza soffoca in sé persino i rumori discordanti.
IV. Evita strumenti di lavoro qualsiasi. Una pedante fedeltà a certi tipi di carta, a penne e inchiostri ti sarà utile. Non lusso, ma dovizia di codesti arnesi è indispensabile.
V. Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, e tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri.

Enantiodromia

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"A Milano il razzismo che io conosco è contro i cittadini milanesi e gli italiani"

Matteo Salvini, capogruppo al comune di Milano della Leganord

Benjamin e il testo moscovita ritrovato

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Avevo postato qualche tempo fa la la notizia pubblicata sulla NZZ del ritrovamento a Mosca di un testo di Walter Benjamin.
Mario ha tradotto l'originale tedesco dell'estratto reso pubblico.
Penso che dobbiamo essergliene tutti molto molto grati, essendo questa una anteprima italiana assoluta.

Mi si dice: Il nostro caro Vendola

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Mi si dice che il Presidente della Regione Puglia, Niki Vendola, abbia dichiarato di avere nostalgia della Prima Repubblica, tessendo l´elogio della DC. E che voglia bruciare la sua tradizione culturale, quella comunista. Così mi si dice.

Neo-Torq

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"Chi commette abitualmente certi peccati finirà per commettere almeno qualche reato."

Monsignore Carlo Caffarra. Dal Corriere della Sera.


Upload di millepiani: per chi non ci credesse, il testo è pubblicato qui.

R.I.P.

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"Craxi e Almirante avevano rapporti molto buoni, superiori a quelli che potete immaginare: quello che c'era nell'intimità lo so solo io..."

Donna Assunta Almirante

Voglio manifestare la mia sincera ammirazione e un rispetto pieno di tenerezza al padre della "kamikaze" belga fattasi esplodere in Iraq. Sembra che abbia chiesto, disperato, di sapere "se ha ammazzato qualcuno: civili, donne, magari bambini."
Se un giorno potremo sperare di uscire da tutto questo orrore, lo dovremo a persone che sappiano pensare cose come questa anche nel dolore più straziante.

Italian gigolò

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Sui giornali si inseguono proposte allettanti per aspiranti donne allattanti... Nel senso che dopo il bonus per i nati di mille euro, c'è l'emendamento di duecento cinquanta euro (o 350? Boh!) per non so quale periodo dopo la nascita, ed ora spunta quello che assicura un incentivo a partire dal quarto mese di gravidanza.
Ehi!, e per incentivare noi poveri maschietti a..., insomma, ci siamo capiti, quando? Quale forza politica si farà carico del nostro bisogno? E, soprattutto, quanti euro a botta?

Taverna

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Ieri il simpatico Giuliano Ferrara ospitava Piero Scoppola. Quest'ultimo, nei pochi minuti che ho visto della trasmissione (mi è stata diagnosticata una grave sindrome: dopo dieci minuti di Ferrara comincio ad ululare e mi riempio di peli), si è mostrato persona di notevolissima intelligenza e di altrettanta moderazione e saggezza. Lo dico quasi con dispiacere, lo ammetto. Soprattutto mi è piaciuto il tono rassegnato ma dignitoso con il quale ha affermato che della religione non ci si "serve". A quel punto il monumentale conduttore, la cui faccia non conosce confini, gli ha ovviamente chiesto con fintissimo stupore chi giammai della religione si servisse, anzi chi se ne sia mai servito, sottintendendo, ovviamente, nessuno mai sull'orbe terracqueo, figurarsi da queste parti adesso, insomma. Invece si vedeva dallo sberleffo a mala pena ravvisabile nello sterminato adipe, quanto gli sarebbe piaciuto sentirsi "nominare"; indiziato, ne avrebbe fatto il suo stigma. Gongolava, ebbro della propria improntitudine. Poveretto.
Guardandolo mi chiedevo che cosa egli esattamente sia: se uno o più dei monaci bastonatori del sinodo di Efeso del 449 o un capitano di ventura (con compagnia annessa) finito per sbaglio (??) sotto le bandiere crociate, reincarnato "ad abundantiam".
Nulla di tutto questo, forse. E l'ho capito ieri, quando cercava con argomenti tanto maligni quanto inconsistenti di piegare il pensiero di Scoppola alle proprie esigenze di bassa cucina ad alto contenuto calorico.
Ferrara è come quegli arruolatori di marinai, che ti fa bere in una taverna una pinta di birra con il sonnifero e ti fa risvegliare su una "stultifera navis", in rotta verso una guerra da perdere.

Educazione

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"L'educazione è di chi la usa e non di chi la riceve", ripetevano le mamme.
Torno sul "caso" Zoro perchè ieri a Blob si è visto Borghezio insultare il giocatore del Messina che qualche buontempone dei Sky tg 24 aveva pensato bene di mettere insieme all'esponente leghista.
In sostanza, quando il calciatore ha detto che non si voleva confrontare con quell'interlocutore, si è sentito dire che era un razzista, "se per razzista si intende un maleducato".
Borghezio è un esperto di buone maniere, per averle disattese tutte ed anche altre che non si conoscono. Mi ha molto ricordato quegli appassionati rivoluzionari i quali, per difendere la sacrosanta causa dei palestinesi, danno del nazista agli israeliani. Mi ha anche ricordato Cesa su Santoro e Baldini sempre su Zoro, come dicevo ieri. Ulteriore segno, se mai occorreva, che l'involuzione di quella parte nobile sotto la calotta cranica, procede ormai inarrestabile, sotto questi chiari di luna.
Propongo la partita di ritorno. Una partita del cuore e del culo dove Zoro gioca con i primi e Borghezio coi secondi. Borghezio avanza palla al piede, Zoro lo affronta. Borghezio in ortopedia per un paio di mesi. Auspico che Zoro, educatamente, si scusi per l'intervento.