Zurigo: con amore

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Zurigo è, per me che abito in Svizzera da tre anni, la città della borsa svizzera, dei suoi negozi, dei suoi corsi, da città di provincia, tirati a lucido, degli uomini ben vestiti in cravatta che attraversano le sue piccole strade per andare a nascondersi nei loro uffici. Zurigo è la città in cui mi piacerebbe abitare in Svizzera, solo se la gente di 'fuori' Zurigo non venisse ad occuparla. Ogni mattina, per tutto il giorno. E la rendesse invivibile determinandone, radicalmente, il ritmo. Zurigo è una città che si è fatta espropriare del 'suo' ritmo, del ritmo interno della città, che solo puoi vivere la notte tarda, quando tutti sono tornati a casa loro, gli zurighesi sono troppo stanchi per camminare, e la città comincia a respirare. Zurigo mi sembra una città 'espropriata' del suo tempo. Del suo ritmo. La sua stessa 'Opera', oggi, sbianca a confronto di Luzern, della 'cattolica' Luzern. L' 'opera' di Zurigo è la 'scena' della musica classica svizzera. Luzern è 'la' musica classica senza bisogno di 'opera', di 'scena' in Svizzera. Provate ad affacciravi da uno dei balconi dell' 'Opera' di Zurigo e, l'indomani, guardare il lago di Luzern, prima dell'inizio di un concerto.
Zurigo, tra tutte le città svizzere, è la città che più amo. Perchè è la città dove non andrei mai ad abitare.
E' la città che, più di tutte le altre città svizzere, mi soffoca con la sua velocità diurna, con la sua vita notturna.
Che è sempre in attesa del ritmo diurno.
Zurigo, tra tutte le città svizzere, è la più 'messianica'.
Aspetta ciò che già conosce.

Zurigo è il suo giornale: la Neue Zürcher Zeitung. La 'famosa' NZZ.
Bella di fuori, di dentro, di lato.

Sul cui conto sempre a Karl Kraus e Thomas Bernhard bisogna chiedere.
Sulla cui proprietà a noi, svizzeri anche di risulta, bisognerà chiedere conto.
Così come del suo potere politico-culturale 'noi' tutti ne rispondiamo.
Così come gli italiani ne rispondono per il 'Corriere della Sera'.

In fondo, come tutti noi rispondiamo di ogni potere, dichiarato o meno, ammantato di prestigio o meno, nascosto dietro la sua ombra di oggettività o militante dichiaratamente.

Zurigo è la città svizzera che più amo perchè so che, nel suo cimitero ebraico, c'è sepolto uno dei miei due maestri: Jakob Taubes.

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