Diario moscovita: nostalgia

| No Comments

Io non ho alcun motivo di essere in Russia. Se non il mio amore. Tutto, in Russia, si governa da sè. Si dà da sè. La Russia, Mosca, sotto questo aspetto, non rispondono a nessuna domanda. Mosca, da lontano, attraversandola, è la dimostrazione dell'inutilità stessa della storia. Tutto accade 'come se' noi esistessimo. Come se ci fosse una storia da raccontare. Ogni volta che cammino nel ventre di Mosca, tutto quello che accade non lo so raccontare. Tutto quello che accade nel ventre di Mosca è come se accadesse in un altro luogo. Almeno per me. Io posso, nel ventre di Mosca, inventare qualsiasi storia, scrivere qualsiasi parola, leggere qualsiasi libro. Tutto, improvvisamente, mi riporta al suo accadere. Accade tutto, e io non ne sono minimamente inquietato. Accade tutto. Di tutto. Tutto si governa da sè. Si da da sè. Accade. Tutto, invece, qui accade come saputo. Io non vengo da qui, ma nemmeno da lì. Sto, semplicemente, a guardare. Sto a guardare duecento persone che vanno ad ascoltare il finale di un colloquio su Heidegger. Ed hanno la forza di tornare a casa. Per poi, l'indomani, andare a lavoro. Come accadrebbe a Mosca. Ma non accade, perchè accadono altre cose. La differenza è tutta qui.

Leave a comment