Sartre e il mistico nero senza dio

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L'unica 'vertigine' della scrittura di Sartre è un suo silenzio. 'Vertigine' è, in questo caso, il luogo dove la scrittura di Sartre non è arrivata. Tra il '42 e il '44 Georges Bataille pubblica tre testi fondamentali. Per la violenza, la rabbia, il silenzio, il riso sulla propria e l'altrui scrittura. Per l'esposizione. Tre testi da fare leggere nelle scuole elementari. 'L'esperienza interiore', 'Il colpevole', 'Su Nietzsche'. Per Gallimard. La 'Summa a-teologica'. Sartre, lo sfollato, come Bataille, li legge. E poi, come a volte gli è capitato, spara il suo giudizio. Roquentin aleggia ancora, ma, di più, nel '44, si presenta già il fantasma del Sartre filosofo. Il Sartre della 'Critica', il Sartre incerto, sfocato, che giudica e crede di poter decidere. Sartre spara il suo giudizio. E la palla del colpo di pistola gli ritorna indietro. Bisognerebbe rileggere, sillaba dopo sillaba, la risposta di Georges Bataille alla recensione del 'filosofo', alla recensione di Jean-Paul Sartre. Bisognerebbe rileggere, sillaba dopo sillaba, le pagine dedicate al 'filosofo', alla danza con il 'filosofo', che Bataille dedica a Sartre nel suo 'Su Nietzsche'. E la risposta al 'suo critico'. Si imparerebbe a sorridere di Sartre 'critico'. La 'critica', il 'giudizio', l'esclusione. Danza vera. Immaginiamo, solo per un attimo, Georges Bataille e Sartre che danzano, insieme. Ubriachi per la liberazione di Parigi. Come potremmo danzare noi in un giorno di festa. Ad una festa. Guardandoci negli occhi. Dopo il dibattito sul 'peccato', Sartre, a mia conoscenza, non ha mai più scritto una sillaba su Bataille. Bataille, salvo su questa danza, non ha mai scritto su Sartre. (mi potrei sbagliare davvero). Heidegger diceva, negli anni cinquanta, che Bataille fosse la migliore testa pensante in Francia. Lo diceva dopo il sartriano 'L'esistenzialismo è un umanismo'. Non lo ritengo un complimento. Ma quello sparo di pistola sartriana continua a risuonare. Era un tentato omicidio.

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