Agosto 2004 Archives

Marcha de la Unidad Popular

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Gritado:
El pueblo unido jamás será vencido!
El pueblo unido jamás será vencido!

Cantando;
De pie cantar, que vamos a triunfar,
avanzan ya banderas de unidad
y tú vendrás marchando junto a mi
y así verás tu canto y tu bandera
al florecer. La luz de un rojo amanecer
anuncia ya la vida que vendrá,

De pie marchar, que el pueblo va a triunfar;
será mejor la vida que vendrá,
A conquistar nuestra felicidad
y en su clamor mil voces de combate se alzaran;
dirán canción de libertad.
Con decisión la patria vencerá.

Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando; adelante!

Gritado:
El pueblo unido jamás será vencido!
El pueblo unido jamás será vencido!

Cantado;
La patria está forjando la unidad;
de norte a sur, se movilizará,
desde el salar ardiente y mineral,
al bosque austral, unidos en la lucha
y el trabajo, irán, la patria cubrirán.
Su paso ya anuncia el porvenir.

De pie cantar, que el pueblo va a triunfar.
Millones ya imponen la verdad;
de acero son, ardiente batallón,
sus manos van llevando la justicia y la razón.
Mujer, con fuego y con valor
ya estás aquí junto al trabajador.

Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando; adelante!

Gritado:
El pueblo unido jamás será vencido!
El pueblo unido jamás será vencido!

La libertà e i diritti umani

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Scrivono: "La libertà va di pari passo con i diritti umani".
La libertà è un'ontologia.
I diritti un contratto.
L'umano è una nozione. Storicamente determinata. E radicalmente in trasformazione.
Tra i tre termini non esiste nessuna relazione immediata data.
Quando si trova una relazione, questa relazione o è spiegata o è ideologica.
È questa ideologia, quella della relazione tra libertà e diritti umani, che, oggi, deve essere rimessa in questione. Nella sua 'evidenza' falsa.
Non 'da sinistra'. ma dal centro della verità.

Sul fare

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Qualcuno mi chiede: - "Lo puoi fare'?"
Rispondo: -"Sì"
-"Che aspetti?"

Non è così semplice come sembra.

Ho promesso di fare tutto quello penso sia giusto.
Senza eccezione.

-"Lo puoi fare?"
-"Lo faccio".

Viaggi

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Ho preso molti treni nella mia vita.
Conosco le stazioni di notte, di giorno. E i viaggi.
Le attese.
Scendere prima di altri. O dopo. Ed i saluti.
Le promesse.
Di chi parte, raramente di chi resta.
Se, davvero, l'Internazionale 'fu vinta e vincerà', come scrive Fortini,
fu vinta 'in attesa', come si fosse fermata, non viaggiando più.
E se mai vincerà, vincerà, di nuovo, in viaggio. Veloce.
Più di noi. Ed in silenzio.

Parto, di nuovo, così.

Adriano Sofri

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Fidel Castro Ruiz

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Lupi di Liboni e carta straccia

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Nessuno potrà convincerci, o, meglio, obbligarci a condannare. Lupo: lo hanno detto così. I braccati non sanno distinguere più la vita dalla morte. Liboni ha ceduto alla morte. La sua, ma soprattutto l'altrui.

Nè la polizia di stato, nè l'arma dei carabinieri possono gioire della fine di un senza futuro. Ma piangono la fine di chi aveva un futuro. Come noi: l'appuntato dei carabinieri Alessandro Giorgioni.

Il resto è sempre la stessa merda. Merda di stampa, merda giornalistica. Gli orinali dei commenti sono sempre molto larghi.
I direttori in vacanza, la caccia dell'estate è finita con qualche migliaio di copie in più. E questa volta nemmeno senza tette al vento. Il 'lupo' non aveva tana, dormiva tra i barboni e si rasava. Forse voleva cambiar vita. Forse no. I giornalisti, le giornaliste, invece, la loro vita non la cambiano proprio. Fanno come in mare: più nuotano nella merda, più fanno i Majorca. Giù, fino in fondo, fino in fondo...

Gatti

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Gaber e il Presidente

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Carlo Azeglio Ciampi sulla morte di Gaber: "Partecipo al dolore per la scomparsa di Giorgio Gaber. Per quarant'anni ha saputo intrecciare arte e vita italiana dando dignità letteraria e teatrale alla lingua parlata. Con uno stile originale, discreto ed elegante, ha portato sulle scene una satira raffinata e costruttiva delle speranze e delle ansie degli italiani. Con questi sentimenti rivolgo a lei e a tutti i familiari le espressioni del mio partecipe cordoglio".

da "Io, se fossi Dio"
G. Gaber (1980)

" [...] E a te ragazza
che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese
è solo un po' coglione,
che quell' uomo è proprio un delinquente,
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia!

Io come Dio inventato,
come Dio fittizio,
prendo coraggio
e sparo il mio giudizio e dico:
"Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!".
Così per i giornali diventa
un bravo padre di famiglia. [...]

E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politico qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l'unico statista.

Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.

Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era! [...]".
G. Gaber (1980)

"Con uno stile originale, discreto ed elegante..." .
(C.A. Ciampi)

Lo stile che il potere inventa e ama, da morti....

Courbert, Sirchia e la 194

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Woodstock: 35 anni fa

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