Courbet e il volto dell’origine del mondo

pubblicato da millepiani

Parigi, 8 febbraio 2013 – Per più di un secolo e mezzo è stata avvolta dal mistero: chi era la donna che Gustave Courbet immortalò in un quadro, “L’origine del mondo”, passato da un collezionista all’altro prima di essere esposto a Parigi nel Museo d’Orsay? L’opera, datata 1866, mostra un sesso femminile in primo piano, il primo mai osato nella storia della pittura: la scena in realtà non ha niente di lubrico, non cede a compiacimenti erotici, appare anzi quasi asettica tanto è precisa, potente e realistica l’interpretazione dell’artista. Eppure quella tela di 46 centimetri per 55 dipinta ad olio fece scandalo all’epoca e conservò a lungo, per decenni, il sapore della trasgressione e del peccato. Adesso sappiamo chi era la bella sconosciuta tramandata ai posteri da Courbet. Conosciamo il suo viso e la sua storia. È lo straordinario annuncio dato in esclusiva mondiale dal settimanale Paris Match, che parla di «una scoperta miracolosa». Non tutti gli esperti sono d’accordo, e il museo d’Orsay per ora non si sbilancia: ma Jean-Jacques Fernier, uno dei maggiori esperti di Courbet, al quale ha dedicato un monumentale “Catalogo ragionato”, è convinto che la storia sia vera: il quadro che conosciamo è stato ritagliato da un’opera leggermente più grande.

Il secondo pezzo, che nessuno aveva mai visto e che riproduce il viso della modella, è stato ritrovato da un appassionato d’arte. I due pezzi coincidono. La seconda tela, un olio di 33 centimetri per 41, mostra il viso di una donna leggermente inclinata su un fianco, i capelli lunghi castani sciolti sulle spalle, gli occhi che guardano verso l’alto, l’espressione pensosa, la bocca semiaperta. Le perizie confermano che le due parti, il basso e l’alto, combaciano. La tela è identica, stessa struttura, stessa età, stessi fili della trama, stessi pigmenti pittorici. Fernier non ha dubbi: il pezzo superiore è stato ritagliato seguendo la parte alta del drappeggio della camicia; il quadro può essere ricondotto alla sua forma originale e mostrarci per intero la modella, una donna «con le due braccia aperte che esprime la pienezza del suo essere». Forse ci sono persino le iniziali del pittore, seminascoste nell’orecchio.

Non si conosce il nome del fortunato acquirente; si sa solo che ha comprato la tela un paio d’anni fa da un antiquario parigino per 1400 euro (oggi vale almeno 40 milioni di euro). È stato il suo intuito a guidarlo: si è accorto che la tela era stata ricavata da un’altra leggermente più grande. Non solo: guardando bene ha intravisto l’impronta di un timbro che poteva corrispondere a quello di un mercante di colori della seconda metà dell’Ottocento. Convinto di aver trovato una perla rara, ha consultato cataloghi e biblioteche per scoprire a chi potesse appartenere il volto di quella donna. È stato su Internet che ha trovato la risposta: si trattava di Joanna Hiffernan, una irlandese che era stata la modella e l’amante di Courbet. Commissionato dal diplomatico turco Khalil-Bey, l’“Origine del mondo” è passato da un collezionista privato a un altro; negli anni Cinquanta, quando probabilmente era già diviso in due pezzi, venne comprato dallo psicanalista Jacques Lacan, che lo teneva voltato dall’altra parte affinché la sua nudità non offendesse i visitatori. Nel 1995 è stato donato dagli eredi di Lacan al Museo d’Orsay; il quale spera – ma ci vorranno tempo e soldi – di ricostruire ed esporre finalmente l’opera originale.
Giovanni Serafini